Gioco
In un film collettivo occhi e cuore dei giovani raccontano la pandemia
Un nuovo progetto al polo bianciardi CON FRANCESCO FALASCHI
Sara Landi
GROSSETO. L’isolamento, l’amicizia, la didattica a distanza. Al Polo Bianciardi di Grosseto sono in corso le riprese di un film collettivo in cui gli studenti raccontano come stanno vivendo la pandemia. Ad aiutarli nella realizzazione uno sguardo d’autore, quello del regista grossetano Francesco Falaschi che poco prima del lockdown della scorsa primavera ha diretto in città il suo ultimo film, “Ho tutto il tempo che vuoi” dedicato al fenomeno sociale degli “hikikomori”, i giovani e giovanissimi che rinunciano a qualunque forma di relazione e vivono reclusi nella propria camera, comunicando solo attraverso la rete e i social network.
«Il progetto in corso al Polo Bianciardi – spiega Falaschi – coinvolge le classi prime e seconde del Tecnico Grafica e comunicazione del polo scolastico grossetano. Quest’anno il progetto si intitola “Lo sguardo della scuola” mentre il primo anno il tema era “Lo sguardo sulla scuola” con l’attenzione puntata su fenomeni come il bullismo, il razzismo e i rischi e le trappole del web. L’attenzione sul punto di vista degli studenti ci ha spinto a chiederci come i ragazzi stiano vivendo questo anno così anomalo sul piano delle relazioni e delle normali esperienze di vita. Da qui l’idea di renderli protagonisti nella parte laboratoriale e creativa affidando a loro il compito di raccontare la pandemia con i loro occhi e la loro sensibilità». Il lavoro non è ancora concluso e somiglia molto, racconta il regista, è un work in progress in cui la sceneggiatura viene riscritta continuamente. «Le riprese sono ancora in corso ma intanto abbiamo già iniziato a lavorare sul montaggio – dice Falaschi – Il risultato sarà un mediometraggio di durata tra i 30 e i 40 minuti. Se vogliamo parlare di genere, penso come riferimento al film documentario di Gabriele Salvatores Italy in a day del 2014».
Oltre a imparare sul campo i tanti mestieri che permettono la realizzazione di un film, gli studenti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con grandi professionisti del settore. «Grazie a Carlo Rodomonti e Manuela Rima di RaiCinema – dice Falaschi – ho organizzato a scuola una masterclass tenuta da colui che è considerato il mago dei trailer in Italia, Edoardo Massieri». I consigli e i trucchi del mestiere insegnati da Massieri sono stati subito messi alla prova dai ragazzi, chiamati a realizzare come esercitazione dei trailer per l’ultimo film di Falaschi in vista della messa in onda sulle piattaforme Rai. «Ancora non so quando sarà programmato – dice il regista – ma l’interessamento di RaiCinema al progetto è motivo di orgoglio insieme al fatto che il film è stato selezionato per festival anche di caratura internazionale. Tutto ciò malgrado le riprese siano state fatte nel febbraio 2020 e il montaggio in remoto quando già era scoppiata l’emergenza sanitaria. Quindi per il film non c’è stata neanche una proiezione pubblica, che speriamo di poter recuperare».
I protagonisti sono Luigi Fedele nei panni del diciassettenne Matteo che ha smesso di andare a scuola per vivere recluso nella sua cameretta e Cecilia Dazzi, l’educatrice Sara che interviene per aiutare Matteo e la sua famiglia. «La pandemia non ha fatto altro che rafforzare l’attualità del messaggio del film – dice Falaschi – Secondo studi recenti in Italia sono a rischio “hikikomori” un milione di giovani iperconnessi tra 14 e 30 anni e l’emergenza sanitaria ha aggravato il problema». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
