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Giulia e Gianmarco in volo sull’Eurofighter

Alfredo Faetti
Giulia e Gianmarco in volo sull’Eurofighter

Studenti della scuola militare aeronautica di Firenze, entrambi diciottenni, hanno coronato il loro primo sogno.

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GROSSETO. L’adrenalina, il sorriso, il mondo che da lassù cambia volto e forme. Sono frammenti di un’esperienza unica quelli che offrono Giulia Grechi e Gianmarco Rosa, entrambi diciottenni e allievi della scuola militare aeronautica “Giulio Douhet”, premiati in modo davvero speciale per i loro risultati accademici.

L'8 aprile, durante un addestramento, hanno preso il volo a bordo di Eurofighter. «Una delle esperienze più belle della mia vita - racconta Gianmarco - Credo che il sorriso che porto stampato in volto da qualche giorno possa esprimere meglio di tante parole l’emozione provata», fa eco Giulia. Gli Eurofighter in qualche modo hanno sempre fatto parte delle loro vite. Giulia è di Grosseto, Gianmarco di Follonica e come tutti i maremmani più volte hanno sentito il rombo del bolide volante sopra la propria testa. Lei si dice orgogliosa delle proprie origini e in tutti questi anni nel capoluogo «ho avuto modo di veder volare ogni giorno l’Eurofighter – dice – cosa che ha contribuito non poco a far maturare in me la passione per il volo».

Anche per lui la spinta è arrivata dal cielo. «Gli aerei del Quarto Stormo che passavano sui cieli di Follonica hanno fatto parte della mia infanzia – dice Gianmarco – e mi hanno spinto a credere che quella fosse la scelta giusta». Così, dalla città al golfo, ognuno per proprio conto, i due ragazzi hanno deciso di iscriversi alla scuola Douhet. «Ero quasi del tutto ignaro di cosa si trattasse – prosegue il follonichese, parlando di una scuola di vita – Le difficoltà sono tante, ma sono proprio queste, se si impara a reagire, a fare la differenza».

Giulia è entrata alla Douhet a 15 anni. «La scuola si trova a Firenze, quindi lontano dalla mia famiglia – racconta – ma grazie alle numerose esperienze che l’Aeronautica mi ha offerto ho compreso di aver intrapreso la strada giusta per me». Convinti della propria scelta i due si sono rimboccati le maniche, hanno ottenuto risultati eccellenti e giovedì scorso sono stati premiati. Giulia aveva un buon pacchetto di teoria e un po’ di pratica alle spalle, ma nulla rispetto a quello che si è trovata a vivere. «L’esperienza sull’Eurofighter è davvero indescrivibile, come lo è stata tutta la giornata vissuta al Quarto Stormo – racconta – partecipare ai briefing operativi, indossare una tuta da volo e prepararsi a volare, poter salire per la prima volta su un velivolo che ho ammirato nei cieli da quando ero piccola, un sogno che si è avverato».
 

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I ricordi di questa esperienza Gianmarco racconta di averli ormai impressi dentro di sé. «Ci sono certi eventi che, qualunque sia la preparazione che abbiamo messo in atto per affrontarli, ci stupiscono sempre più di quanto ci aspettiamo – racconta – Il mondo da lassù assume tutta un’altra forma, le distanze si accorciano e ciò che più sbalordisce sono le prestazioni dell’aereo. L’adrenalina non manca e l’Eurofighter regala forti emozioni, anzi, fortissime».

Tornati a terra, poi, il loro sguardo si è rivolto di nuovo verso la scuola. Ma una volta conclusa, quali saranno le loro destinazioni? «Sto partecipando al concorso per l’ammissione all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli per il ruolo di pilota – risponde Giulia – La mia più grande aspirazione è sempre stata il cielo e poterlo raggiungere servendo il Paese è il mio obiettivo più grande». L’obiettivo di Gianmarco si trova ancora più in alto: diventare un astronauta. «Amo il mondo dello spazio e tenterò sempre di inseguirlo», dice.

Ma intanto c’è da concludere il percorso alla Douhet, che altri non è che un istituto secondario di secondo grado, inaugurato nel 2006, che svolge i corsi del secondo triennio negli indirizzi classico e scientifico, al quale si accede per concorso pubblico (il nuovo è stato pubblicato sul sito della Difesa e c’è tempo fino al 6 maggio per partecipare). Lo scopo dell’istituto è di favorire una bilanciata crescita agli allievi, così da riuscire a superare le sfide. Come hanno fatto Giulia e Gianmarco con il loro sogno, diventando quel rombo nel cielo che sentivano da bambini. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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