Sparano alla gazza dello Scalo, forse non potrà più volare
Già curata per una ferita, Muffa era diventata la mascotte di tante famiglie La veterinaria Ciani proverà a salvarla, intanto in molti si preoccupano per lei
SCARLINO. Difficilmente potrà tornare a bussare alle finestre degli scarlinesi, lasciando tutti a bocca aperta con le sue frasi: Muffa, la gazza parlante della veterinaria Franca Ciani, è tornata a casa con un’ala spezzata, in fin di vita, e nonostante le cure le sue condizioni sono gravi. Sul suo corpo è stato trovato un foro di entrata e un foro di uscita e le lesioni che ha riportato fanno supporre che a ferirla in modo grave sia stato un proiettile sparato con un fucile ad aria compressa.
«La cattiveria peggiore è negare la libertà al prossimo – dice oggi la veterinaria – in questo caso la libertà di volare. Intanto sono felice che sia ritornata da sola nel posto dove si sentiva al sicuro ed è stata recuperata da una mia vicina. Muffa era ben accetta da molti che gli preparavano la colazione o il pranzo. Cercherò di fare del mio meglio per rimetterla in forze e assicurargli una vita dignitosa». Muffa potrebbe essere sottoposta a un intervento chirurgico ma le possibilità che torni a volare sono poche. Intanto è sotto cura farmacologica.
La gazza è molto nota sopratutto a Scarlino Scalo, dove fino a pochi giorni fa girava indisturbata cercando attenzioni. Si tratta di un animale addomesticato, che ha imparato a ripetere alcune parole mentre la veterinaria Franca Ciani si prendeva cura di lei. La dottoressa vive in campagna insieme a gatti, cani, un maiale e una pecora e da un anno si prende cura anche della gazza che le era stata portata ferita.
Muffa aveva un problema a una zampa e, nei mesi in cui la veterinaria si è presa cura di lei, è rimasta nella casa della dottoressa, ascoltando lei e il figlio adolescente parlare tra loro. E così un giorno, all’improvviso, la gazza ha ripetuto la frase che ha sentito pronunciare più spesso: «ciao, amore», il saluto che la dottoressa le dava ogni volta che rientrava in casa. Parole che sono state il preludio di tante altre. Una volta libera, Muffa è diventata la gazza dello Scalo, furba e socievole è riuscita a diventare amica di tante famiglie che spesso e volentieri l’hanno accolta dandole del cibo.
Nei giorni scorsi qualcuno, forse per paura o forse per un sadico divertimento, ha sparato alla gazza parlante: «Purtroppo c’è chi ha paura di lei, mi è stato detto che alcune persone non apprezzano la sua socievolezza – dice Ciani – Muffa adesso ha un osso dell’ala completamente disintegrato e dalla radiografia è evidente che a ferirla sia stato uno sparo. Non so dire chi sia stato ma ci sono diverse persone in giro per il paese alle quali Muffa non piaceva». I colleghi con i quali si è confrontata Ciani hanno confermato l’impossibilità di recuperare l’ala e solo uno ha suggerito un tipo di chirurgia che la veterinaria adesso vuole provare: «Farò un tentativo – dice – tenerla così significa condannarla a non volare mai più». Nonostante il grande dispiacere, la veterinaria è rimasta molto colpita dalla vicinanza dimostrata dagli scarlinesi che le hanno mandato messaggi e fatto telefonate. «I cittadini di Scarlino mi hanno veramente colpito – dice – Una cosa che mi ha fatto molto piacere. Un signore anziano mi ha detto che ogni giorno prepara un piattino di pasta che mette sul terrazzo per Muffa, un altro tiene l’acqua sul davanzale e una famiglia lascia fuori dei biscotti. Addirittura la pizzeria lo Scalo di Scarlino ha passato Pasquetta insieme a Muffa e le hanno preparato un nido sul terrazzo. Mi fa piacere che ci siano persone che le vogliono bene». La speranza, anche se piccola, è che l’operazione chirurgica possa restituire alla gazza la sua libertà. –
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