Il marito: «Santina era morta quel medico me l’ha resuscitata»
Scarlino. «Mia moglie era morta, me l’hanno resuscitata». Grida queste parole con voce stentorea ma è ancora tutto scombussolato Ernesto Colombini, 70 anni, residente a Scarlino ma originario di Arcidosso, di Montelaterone. Ha il cuore in mano per la sua Santina – Santina Caroprese – la moglie di 59 anni, che all’alba di domenica 11 aprile ha avuto prima un malore e poi per lei sembrava non esserci più nulla da fare. E invece no, l’hanno salvata Santina e ora è ricoverata nel reparto di rianimazione all’ospedale Misericordia di Grosseto. E mentre pensa a lei Ernesto, brigadiere dell’Arma dei carabinieri in pensione, vuole ringraziare tutti coloro che hanno dato a sua moglie un’altra possibilità, ma anche chi l’ha saputo confortare in quegli attimi interminabili.
È l’alba di domenica: «Io ero sveglio – racconta Ernesto – perché sentivo che mia moglie non respirava bene. Sono cinque anni che “tribola” e nei giorni scorsi è anche caduta». Sono circa le 4 della mattina e Ernesto si accorge che la situazione peggiora. All’improvviso sembra precipitare tutto e lui chiama il 118. «L’operatore al telefono mi diceva di fare alcune manovre, un massaggio, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza – racconta in maniera concitata – ma io urlavo: “Che massaggio? È morta, è morta”. Mi sembrava non si muovesse più. E l’ambulanza non arrivava».
Passano i minuti, lui è disperato e chiama i carabinieri, la “sua” Arma, quella a cui è appartenuto, forse anche solo per farsi sostenere in quell’attesa. L’ambulanza arriva, in casa salgono i soccorritori. «Io continuavo ad urlare che era morta – Piangevo, ho pianto tanto: la mia Santina è tanto brava».
Il marito lascia campo libero a medici e infermieri, che fanno il loro lavoro.
«Sono stati un’ora intorno a mia moglie – racconta ancora Ernesto – Io sono convinto che fosse morta in quell’attesa e che me l’hanno riportata in vita». Quali manovre i soccorritori abbiano fatto il brigadiere non lo sa: sa, però, che adesso sua moglie ha un’altra possibilità. «Io spero ce la faccia – dice – Non posso stare da solo senza di lei» aggiunge commosso.
Ma non c’è solo il racconto disperato di un marito che teme di perdere la compagna di una vita: «Io voglio ringraziare quel medico, era una dottoressa, che ha rianimato mia moglie, è stata bravissima, e voglio dire grazie a tutta la sua equipe perché intorno a Santina erano in cinque o sei».
Il brigadiere Ernesto vuole ringraziare anche «i carabinieri di Follonica – dice – che ho chiamato quando l’ambulanza non arrivava, ma anche i medici dell’ospedale Misericordia che mi hanno permesso di vedere Santina quando era tutta intubata».
Adesso il pensiero di Ernesto è per sua moglie: la aspetta a casa.
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