Sicurezza
«Ritardi e distrazioni» Le opposizioni contestano Travison
scarlino. Anche nel Comune di Scarlino è iniziato il servizio di vaccinazione anti-Covid, a partire dalle categorie più deboli. Nel Comune sono però numerosi i cittadini che si sono rivolti ai gruppi consiliari PensiAmo Scarlino, Scarlino Insieme e Per Scarlino – rappresentati in consiglio comunale da Roberto Maestrini, Marcello Stella ed Emilio Bonifazi – per lamentare ritardi nelle prenotazioni, nelle chiamate e soprattutto nella logistica.
«La disorganizzazione regna – dicono i consiglieri – e ci spiace dire che la sindaca e la sua amministrazione sono sembrati un po’ distratti nell’informare e supportare i propri cittadini». Il Comune di Scarlino è entrato in zona rossa alcune settimane prima del resto della Regione, unico Comune della provincia di Grosseto e le minoranze ne sono venute a conoscenza solo attraverso un video postato su Facebook dalla sindaca Francesca Travison.
«Visto il nostro ruolo – dicono i consiglieri – crediamo che una corretta informazione istituzionale avrebbe dovuto informare perlomeno i capigruppo, anche per permetterci di dare l’appoggio e la solidarietà possibile, oltre che supportare l’amministrazione in questo momento di emergenza».
Le tre liste ritengono comunque più grave il fatto che le prime categorie chiamate a vaccinarsi «non abbiano avuto adeguata assistenza, sia per la mancanza di informazioni utili e certe, sia per la difficoltà logistica di chi non aveva un convivente disponibile ad accompagnare la persona al centro di vaccinazione, o un mezzo proprio». Le vaccinazioni infatti sono state effettuate soltanto nella frazione di Scarlino Scalo, escludendo il Capoluogo e la frazione del Puntone.
E il pensiero va alle navette gratuite volute da Travison: «Proprio nell’anno in cui l’inutile navetta comunale estiva era stata soppressa causa Covid, ci sarebbe piaciuto se l’amministrazione comunale avesse valutato l’opportunità di organizzare il trasporto di coloro che dovevano vaccinarsi, magari trovando qualche accordo (anche economico) con le associazioni che già stanno dando supporto ai cittadini bisognosi». — G.S.
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