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Rapina sventata in farmacia Convalidati i due arresti

Pierluigi Sposato
Rapina sventata in farmacia Convalidati i due arresti

L’uomo entrato con la pistola resta in carcere, l’altro è ai domiciliari in Calabria La Beretta calibro 9 era stata trovata nascosta nel cofano della Punto in fuga

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Pierluigi Sposato

Grosseto. Uno – quello entrato con la pistola – resta in carcere, perché ha precedenti e anche perché sarebbe dovuto rimanere in provincia di Viterbo rispettando la misura di prevenzione. L’altro – quello che aveva atteso in auto – può essere messo agli arresti domiciliari, anche senza braccialetto, in casa della madre in provincia di Cosenza.

Così ha deciso il giudice delle indagini preliminari Sergio Compagnucci sugli arresti dei due uomini ritenuti responsabili della rapina fallita di giovedì scorso alla farmacia San Giuseppe di via Fabio Massimo, Angelo Nicola Serra, 42 anni, e Antonio Piscedda, 46 anni. Il giudice ha ritenuto che vi siano delle contraddizioni nelle dichiarazioni rese e che entrambi non abbiano detto la verità: dalle loro parole emergerebbe in altre parole la consapevolezza del vero scopo della trasferta a Grosseto. Serra ha dichiarato che doveva andare da un amico per prendere dei soldi destinati a questioni familiari, Piscedda ha detto solo di aver accettato l’invito ad accompagnare il primo per quello stesso scopo. E del resto, il fatto che sia stato lui a nascondere la pistola (una Beretta 92 calibro 9, senza cartucce) nel cofano dell’auto – dove era stata trovata dal personale della Volante 1 una volta fermata la Fiat Punto della fuga sulla Variante Aurelia nel territorio di Gavorrano, km 208 (il prefetto Fabio Marsilio si è complimentato con l’equipaggio ieri in occasione della Festa della Polizia) – è un atteggiamento poco compatibile con la sorpresa per l’aver scoperto che si era trattato di una rapina. Tenuto anche conto che Serra si era cambiato gli abiti prima di scendere dall’auto.

Confermata la ricostruzione e cioè quella dell’ingresso dell’uomo poi riconosciuto per Serra (mascherina, felpa con cappuccio sulla testa) con pistola in metallo nero, le minacce alla farmacista («Dammi tutti i soldi che hai nella cassa»), le grida, l’intervento del titolare che era nel locale sul retro, l’impossibilità di aprire le casse perché temporizzate, la fuga del rapinatore, l’inseguimento a piedi con il titolare costretto a ripararsi dietro a una colonna per le minacce con la pistola, l’uomo che si era infilato in un’auto in sosta partita a grande velocità ma non prima che il titolare riuscisse a prenderne il numero di targa, il riconoscimento attraverso Targamanent, l’inseguimento ad alta velocità della polizia di stato, la cattura.

Gli arresti sono stati convalidati a motivo del pericolo di reiterazione. —© RIPRODUZIONE RISERVATA



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