Il Tirreno

Grosseto

In telelavoro a Santa Fiora Boom di trasferimenti

Francesca Ferri
In telelavoro a Santa Fiora Boom di trasferimenti

Con la formula dello “Smart working village” 12 nuove famiglie sono venute ad abitare qui  

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l’iniziativa

Francesca Ferri

Da ottobre a oggi sono tornare a spalancarsi le finestre di una dozzina di case a Santa Fiora, delizioso borgo sulle pendici dell’Amiata popolato all’incirca d 2.600 anime. Una boccata di ossigeno per il paese che, come migliaia di piccoli comuni in tutta Italia, soffre di un cronico, progressivo spopolamento a vantaggio delle città e dei loro servizi. Ma qualcosa si sta muovendo.

Lo scorso autunno il Comune ha lanciato il progetto “Smart working village”, ovvero villaggio del telelavoro. Con uno stanziamento di 30mila euro, l’amministrazione comunale ha deciso di pagare metà affitto a chi si fosse trasferito per almeno sei mesi in paese, fino a un massimo di 200 euro al mese. Un’operazione con più sfaccettature: da un lato dare la possibilità a chi, complice la pandemia, si è ritrovato in telelavoro e ha lasciato di buon grado i quattro muri di casa propria in città per migrare in un borgo a più diretto contatto con la natura. Dall’altro dare ai santafioresi proprietari di case vuote l’opportunità di avere nuovi inquilini. Terzo vantaggio, ripopolare il paese con nuovi abitanti e arricchirlo delle loro esperienze e competenze.

La chiave di tutto è stato il potenziamento del collegamento Internet attraverso la fibra ottica che consente di svolgere il telelavoro anche da quassù, da questo piccolo gioiello di paese, arrampicato sulla montagna.

L’iniziativa, lanciata in piena pandemia da Covid-19 ha ottenuto un gran successo grazie anche alla risonanza ricevuta sulla stampa nazionale che ha contribuito a far conoscere Santa Fiora come primo smart working village d’Italia.

«Una grande visibilità – dice soddisfatto il sindaco Federico Balocchi – attraverso la quale è stato possibile raggiungere l’obiettivo: da ottobre ad oggi sono state affittate sul territorio comunale di Santa Fiora 12 case collegate al progetto Smart working village. Gli affittuari sono lavoratori provenienti prevalentemente dal nord Italia, alcuni dei quali si sono trasferiti a Santa Fiora con tutta la famiglia, compresi i figli, e stanno valutando la possibilità di rimanere qui definitivamente».

Un paio di famiglie si sono anche presentate in comune per conoscere il sindaco, raccontare la propria esperienza e dare alcuni suggerimenti, giovando di un rapporto diretto con la pubblica amministrazione che nelle metropoli non è certo possibile e che dà la misura di quale sia la qualità della vita a Santa Fiora.

Non a caso, spiega il sindaco, il Comune continua a ricevere telefonate da persone che chiedono informazioni sull’iniziativa.

Per questo il bando è stato nuovamente finanziato, al momento con altri 20mila euro. C’è tempo fino al 31 dicembre per aderire. E servono ulteriori abitazioni da collegate al progetto Smart working village. Per questo il Comune lancia un appello a tutti i proprietari di case ubicate nel territorio di Santa Fiora, interessati ad affittare il proprio immobile.

«L’interesse elevato sul progetto – aggiunge il sindaco – insieme alla scelta che abbiamo fatto di rifinanziare il bando nel 2021, ci impone di ampliare il ventaglio di case a disposizione. Ecco perché lanciamo un appello ai proprietari di abitazioni, situate nel territorio comunale di Santa Fiora, a cogliere questa opportunità segnalando l’immobile che intendono affittare sul portale www.vivinpaese.it; si tratta di uno spazio gratuito, pensato come bacheca, in cui il Comune si pone esclusivamente l’obiettivo di far incontrare domanda e offerta. Le case devono essere in condizioni idonee, l’unica richiesta che avanziamo ai proprietari è quella di essere disponibili ad allacciare la fibra ottica».

Una casa e una buona connessione a Internet sono però solo l’inizio. «Il progetto è molto più ampio e ci sto lavorando proprio in questo momento – spiega Balocchi – perché oltre ad attrarre smart workers, vorremmo attrarre anche start up e imprese. Avere infrastrutture telematiche adeguate consente alle imprese di delocalizzare qui, con il vantaggio che qui la vita è molto meno cara che altrove e per le imprese è molto conveniente stabilirsi qua». Tra i progetti, quello di una struttura che ospiti start up e lavoratori in telelavoro. —



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