Il Tirreno

Grosseto

da lunedì 

Si torna in zona arancione e ci sarà anche Magliano

Lina Senserini

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Lina Senserini

Grosseto. Alla fine il tanto atteso cambio di colore per la Toscana è arrivato, pur con restrizioni per alcune aree nel nord della regione. Da lunedì, dunque, la Maremma, con l’indice di contagio più basso della regione, sarà arancione.

«Anche se attendiamo ancora l’ufficialità dalla Regione – scriveva ieri sera il sindaco del capoluogo e presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – possiamo anticipare che da lunedì, il comune di Grosseto e, molto probabilmente tutta la provincia, torneranno in zona arancione». Il «molto probabilmente» era riferito a Magliano in Toscana, unico comune che a ieri aveva un tasso di positività sopra 250 per 100mila abitanti (264) e che dunque rischiava il rosso. In serata, però, è arrivata la notizia che anche Magliano sarà arancione.

Si (ri)cambia dunque, stavolta in positivo. Ma quali sono le principali novità? Fermo restando che non ci si può muovere dalle 22 alle 5 del mattino, se non per motivi di salute, lavoro o altre necessità “comprovate”, ecco il quadro.

Il primo e più importante cambiamento è il rientro a scuola di tutte le classi delle medie, comprese le seconde e le terze che in zona rossa erano in didattica a distanza. Per le superiori, invece, bisogna ancora aspettare, perché in zona arancione si torna in classe al 50 o al 75 per cento, a seconda dell’organizzazione della didattica in ciascun istituto.

Riaprono parrucchieri, barbieri e centri estetici, tirano su le saracinesche i negozi di beni non di stretta necessità, i centri commerciali sono aperti dal lunedì al venerdì. Restano chiusi bar e ristoranti tranne per la consegna a domicilio o l’asporto, col divieto per i clienti di consumare sul posto o nelle vicinanze. L’orario è dalle 5 alle 18, ma non ci sono limiti per la consegna a domicilio, purché entro le 22.

Niente da fare, per ora, per le palestre, le piscine e i centri sportivi che restano chiusi. Tuttavia, ad esempio, si può andare a giocare a tennis in un altro comune, se in quello di residenza non ci sono campi. Restano vietati gli sport di contatto, sono consentiti gli allenamenti individuali all’aperto e attenzione a non avvicinarsi a meno di due metri agli altri atleti.

A chi pensava di poter dimenticare a casa l’odiosa autocertificazione, giova ricordare che in zona arancione gli spostamenti tra comuni devono essere motivati da salute, lavoro o altre necessità. Stessa cosa se ci si sposta tra province o regioni. Di fatto ci si muove liberamente solo nel comune di residenza, ma è sempre consentito il ritorno alla propria abitazione. È possibile andare a trovare amici e parenti una volta al giorno, nello stesso comune (in quelli inferiori a 5mila abitanti si può sconfinare entro i 30 chilometri) e al massimo in due della stessa famiglia, in tre se il terzo è sotto 14 anni o ha un handicap e necessità di assistenza.

Nelle seconde case si può andare a prescindere dal colore della zona senza amici o parenti, purché proprietà o affitto sia anteriore al 14 gennaio. —

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