Sicurezza
Ciclopista Tirrenica: accordo sui terreni, il percorso si sblocca
Il Parco della Maremma rinuncia a un’area a Cala di Forno, le Vivarelli Colonna tornano dunque a regalare i campi
GROSSETO. Dopo oltre tre mesi di suspence, vuoi per lo spettro di un’azione legale, vuoi – si spera – per un ritrovato buonsenso, si risolve nel migliore dei modi l’intoppo che rischiava di interrompere in Maremma la ciclopista Tirrenica, la grande strada per le biciclette che si sta realizzando dalla Liguria a Roma, lungo la costa. Un buco di 1,2 chilometri nel Parco della Maremma.
La pista si farà, passerà dal Parco, come era previsto, e i terreni verranno regalati dalle proprietarie, le signore Vivarelli Colonna, titolari della vastissima tenuta omonima. Tutto da programma, insomma. Anche se non è stato facile.
Le sorelle Antonella e Francesca Vivarelli Colonna da sempre hanno manifestato la volontà di regalare il terreno al Parco per farci la ciclopista. Si tratta di campi lungo l’Aurelia che misurano circa quattro ettari, del valore di diverse decine di migliaia di euro.
A novembre 2019 tutto sembrava fatto tra i vari soggetti coinvolti: le proprietarie, il Parco, la Provincia di Grosseto, il Comune di Magliano in Toscana (in cui ricade il terreno). Le carte per ricucire i due lembi di ciclabile, il tratto nord fino alla stazione di Alberese e quello sud da Fonteblanda, erano praticamente pronte.
Sennonché a giugno 2020 la Provincia ha messo in vendita due piccoli fazzoletti di terreno, del valore di 2.800 euro, a Cala di Forno, dove la tenuta Vivarelli Colonna ha la casa patronale. Due lembi brulli, dietro alla spiaggia, incastonati tra altri terreni della tenuta e perciò molto appetibili per le proprietarie.
E invece il Parco della Maremma ha esercitato il diritto di prelazione, del tutto intenzionato a prendere per sé quelle tre particelle.
Per le Vivarelli Colonna è stato uno sgarbo bell’e buono. Ma come, si sono chieste, siamo pronte a regalare un terreno di decine di migliaia di euro e il Parco ci vuole “soffiare” un pezzettino di terra brulla che non gli serve a nulla?
Le carte per la donazione, già pronte, sono finite in un cassetto. E i rapporti con il Parco, fino ad allora distesi e collaborativi, si sono interrotti. Le Vivarelli Colonna hanno ingaggiato un avvocato e, insieme all’altra sorella, Sabina Vivarelli Colonna, hanno fatto ricorso al Tar contro la Provincia e contro il Parco.
Il Tirreno ha raccontato la vicenda all’inizio di gennaio.
In questi mesi la cosa è andata avanti. In prima battuta, il Tar ha dato ragione alle Vivarelli Colonna e ha annullato gli atti della Provincia sulla prelazione del Parco. Il punto a favore delle proprietarie ha quindi ricondotto al tavolo delle trattative il Parco, che, a fronte della rinuncia delle Vivarelli Colonna a proseguire nell’azione legale, ha rinunciato alla prelazione. La situazione si è dunque sbloccata e le Vivarelli Colonna hanno di nuovo messo a disposizione i campi per la ciclopista, sempre a titolo gratuito. L’8 aprile il consiglio provinciale ha approvato lo schema di accordo per la vendita del piccolo terreno di Cala di Forno, con la rinuncia alla prelazione da parte del Parco. Ora la strada è tutta in discesa per la partita sulla pista ciclabile.
«Sono soddisfatta – dice al Tirreno Antonella Vivarelli Colonna – Noi siamo sempre state disponibili a regalare il terreno per la pista ciclabile. Con il Parco c’era sempre stato accordo, abbiamo sempre firmato le convenzioni per i percorsi, le ippovie, e in particolare con la presidente Lucia Venturi c’è sempre stato un ottimo rapporto». La scelta della prelazione, fatta dal direttivo del Parco, era stata un fulmine a ciel sereno. «Ancora non si è capito da dove sia piovuta quella scelta – conclude Vivarelli Colonna – comunque adesso la cosa è risolta. E speriamo che la pista si possa fare già per questa estate». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.39723530:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2021/01/02/news/la-ciclopista-tirrenica-si-ferma-al-parco-accordo-a-rischio-sui-terreni-privati-1.39723530]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
