Proteste
Produttori disperati, danni per milioni
Le associazioni di categoria chiedono lo stato di calamità e interventi straordinari in soccorso del settore
Ivana Agostini
grosseto. Stato di calamità ed esonero dai contributi previdenziali. La Cia di Grosseto chiede aiuto per gli agricoltori disperati che segnalano campi ghiacciati e piantine completamente distrutte. Si stimano milioni di euro di danni. Viti, ulivi, baccelli, frutteti, meloni, carciofi e ogni primizia che era in produzione non esiste più.
«Nei giorni scorsi le nostre produzioni – spiega Enrico Rabazzi direttore della Confederazione provinciale – lasciavano ben sperare. La “ghiacciata” però ha spazzato via ogni illusione. Intere coltivazioni sono andate perse, per altre i danni sono ingentissimi e stiamo cercando di fare le prime sommarie valutazioni». Cia chiede alla politica regionale e nazionale di non abbandonare gli agricoltori.
Anche Coldiretti si è subito attivata a sostegno dei suoi associati. «Una situazione drammatica per molte imprese agricole che – precisa Fabrizio Filippi, delegato confederale di Coldiretti Grosseto - hanno visto perdere in una nottata il lavoro di un intero anno. Pomodori, zucchine, peperoni e altri ortaggi sono compromessi ma anche le piante ornamentali hanno sofferto per le gelate notturne. Dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione le piante sono state sottoposte a un terribile choc termico con effetti sulle produzioni. Oltre a frutta e verdura a rischio le coltivazioni più precoci di mais, che potrebbero dover essere riseminate ma fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’ulivo». «A seguito delle numerose chiamate degli agricoltori – continua il direttore di Coldiretti Grosseto, Pietro Greco -, abbiamo subito informato la Regione Toscana che ha dato la possibilità già su Artea di aprire le segnalazioni che potranno essere presentate fino al 30 aprile 2021. Tutti i nostri uffici della provincia di Grosseto sono a disposizione per raccogliere le segnalazioni e inviarle sul sistema informativo Artea. In dieci anni sono stati persi 14miliardi di euro».
Anche Confagricoltura chiede alla Regione Toscana di riconoscere l’evento calamitoso eccezionale. Il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri, rivolge un appello alle istituzioni: «Susini e peschi registrano danni ingentissimi. Per gli ortaggi faremo una stima nei prossimi giorni, le premesse sono pessime». «La situazione è catastrofica, la produzione riprenderà solo nel 2022 – dice il presidente della sezione ortofrutta di Confagricoltura Toscana, Antonio Tonioni - Molte aziende sono a rischio chiusura e migliaia di stagionali resteranno senza lavoro. Questa annata non produrrà reddito. Serve una rimodulazione degli impegni bancari, degli oneri fiscali e previdenziali».
Danni certi anche al comparto vitivinicolo: il 50 per cento dei vigneti posti nelle parti inferiori delle pendici è stato danneggiato. «Non servono misure ordinarie – dice Attilio Tocchi, il presidente di Confagricoltura Grosseto - ma sono assolutamente indispensabili misure eccezionali. Diamo alle aziende la possibilità di fruire delle perdite subite come credito d’imposta, oppure di agire con l’esenzione contributiva per i primi tre mesi dell’anno o ancora di permettere ai viticoltori, in forma volontaria, la possibilità di godere di contributi di Stato consentendo interventi di distillazione obbligatoria del prodotto rimasto invenduto in cantina». —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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