Il Tirreno

Grosseto

L’odontoiatra che ha regalato centinaia di mascherine

L’odontoiatra che ha regalato centinaia di mascherine

Durante la prima fase della pandemia ne ha date 500 alla Cri, altrettante all’ospedale di Orbetello e ad altre associazioni 

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solidarietÀ

Nella prima fase della pandemia, le mascherine chirurgiche erano praticamente introvabili. Servivano, erano indispensabili, soprattutto per chi lavorava a contatto con il virus, come i volontari delle associazioni o il personale degli ospedali, anche loro alle prese con la ricerca spasmodica dei dispositivi. Tra i professionisti che ne avevano in abbondanza, c’erano gli odontoiatri che utilizzano da sempre, quotidianamente, le mascherine. Ed è di una di loro, una dottoressa di Grosseto, che ci racconta un lettore che ha scritto al Tirreno.

Di lei non sarà fatto il nome, proprio perché, scrive il grossetano, «la solidarietà, quella vera e disinteressata, non mette in mostra un volto, un nome o trae benefici dal gesto. La solidarietà, quella spontanea, non vuole pubblicità o riconoscimenti: è fatta in silenzio e senza aspettative. La solidarietà, quella interiore e spontanea, non vuole clamore ne aspira a gratitudine».

Durante la prima ondata di Covid 19, le mascherine erano merce rara e preziosa: pochissimi erano coloro che le possedevano anche fra i sanitari. «Gli unici che avevano scorte, facendone quotidiano uso, erano gli odontoiatri – scrive ancora il grossetano – e una di questi, in silenzio e senza chiedere nulla in cambio, ne ha donate 500 alla Croce Rossa, 500 all’ospedale di Orbetello e molte altre a tutti gli amici e a coloro che ne avevano bisogno. Molte poi, sono state spedite in tutta Italia, a spese proprie. Conosco personalmente questa odontoiatra e so che non vuole che sia fatto il suo nome, ma intendo lo stesso ringraziarla pubblicamente per conto di tutte quelle persone che, forse grazie a lei, non si sono contagiate e non hanno così contagiato altri. In molti sanno chi è, almeno tutti coloro ai quali sono arrivate le sue mascherine, e il loro “grazie” le è sufficiente come contropartita. A me e a quelli che sanno, lascia un esempio di generosità, di modestia e grande altruismo. Per lei, insiste, è sufficiente un grazie, ma appena potremo, io la abbraccerò anche per voi».—



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