Il Tirreno

Grosseto

CGIL, CISL E UIL 

Gli agricoltori domani in piazza «Draghi deve cambiare rotta»

M.F.

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grosseto. Le categorie agricole di Cgil, Cisl e Uil si mobilitano per spingere il governo Draghi a cambiare atteggiamento rispetto ai temi dell’agricoltura.

L’appuntamento è per domani in piazza Rosselli, dalle 10 alle 12, per dare il messaggio alla Prefettura che così le cose non vanno. Tre le questioni sul piatto della bilancia: ristori, non tracciabilità dei voucher, mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale e provinciale. «Dopo aver lavorato in piena pandemia per garantire i generi alimentari alla cittadinanza – spiegano Micci (Flai Cgil), Biondi (Fai Cisl) e Capponi (Uila Uil) - adesso i lavoratori agricoli potrebbero addirittura rischiare la beffa, se la modifica alla riforma dei voucher dovesse essere approvata. Togliendo la tracciabilità dai voucher, infatti, non sapendo a chi, quando e come verranno applicati, potrebbero rafforzare il lavoro nero e il capolarato, impoverendo maggiormente chi si troverà a utilizzare questa forma occasionale di lavoro».

Senza voucher tracciabili, infatti, con pochi tagliandi anonimi qualunque datore di lavoro scorretto potrebbe giustificare molte ore di lavoro in nero, evitando le sanzioni della legge Martina 199/2019. Sottraendo copertura assicurativa e giornate utili per la disoccupazione agricola ai lavoratori. E d’altra parte il lavoro agricolo è un lavoro stagionale, non occasionale.

L’altro problema sottolineato dalle associazioni sindacali riguarda i rinnovi contrattuali. «Sono circa 9mila i lavoratori nella nostra realtà provinciale – continuano Micci, Biondi e Capponi – che da un anno stanno aspettando il rinnovo del contratto integrativo provinciale, fermo a causa della pandemia. Abbiamo ricominciato le trattative e a breve dovremmo avere un altro incontro con Confagricoltura, Cia e Coldiretti per arrivare prima possibile a un risultato importante e dignitoso per i lavoratori agricoli».

Infine, ma non meno importante, la questione relativa ai ristori non previsti dal “decreto sostegni” per gli operai agricoli. Per Flai, Fai e Uila, infatti, anche se l’agricoltura non si è mai fermata, i problemi non sono mancati. Nel 2020 in provincia di Grosseto ci sono stati 8.600 contratti a fronte degli oltre 9.000 dell’anno precedente (-5%), e sono state perse molte giornate lavorative con buste paga comprese tra sette e ottocento euro al mese. A essere più colpiti gli addetti impiegati negli agriturismi e nel comparto cerealicolo. «Il decreto “sostegni” - concludono i sindacalisti - si dimentica, per l’ennesima volta, dei braccianti agricoli: nessun ristoro previsto per questi lavoratori, contrariamente ai bonus a pioggia concessi a tante altre categorie, né la previsione che da tempo chiediamo, di garantire figurativamente le stesse giornate lavorate nel 2019. Beffati due volte. I lavoratori stagionali agricoli sono stati essenziali in tutte le fasi della pandemia, ma sono stati dimenticati anche dal governo Draghi, discriminati ed esclusi dal diritto di ricevere aiuti adeguati che consentano una vita dignitosa». —

M.F.

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