Sicurezza
Addio a Italo Albertazzi agricoltore e tifoso di calcio
Ivana Agostini
albinia. Si è spento all’età di 83 anni, Italo Albertazzi, pensionato, ex coltivatore diretto.
Albertazzi era molto noto nella comunità di Albinia. Era originario di Medicina (provincia di Bologna) ed era arrivato in Maremma col fratello Ottavio negli anni’50. «Mio zio Ottavio – racconta Aldo, il figlio di Italo – era la mente e mio padre il braccio». I due fratelli Albertazzi portarono nella zona di Albinia la coltivazione delle barbabietole da zucchero e delle cipolle. Coltivavano a frumento molti ettari di terra dando lavoro a molti abitanti della zona. «Italo era un gran lavoratore – ricordano gli amici – sempre nei campi, con i trattori, a caricare il grano. Non si fermava mai».
L’ottantatreenne era una persona particolarmente gioviale. Amava stare in compagnia, giocare a carte e scherzare. Era anche molto attivo nel sociale. «Insieme a padre Ugo Martino – dice Aldo – creò il Cus, un centro per le attività sportive, culturali e sociali, ad Albinia. È stato uno dei primi presidenti».
Proprio il Cus lo ricorda con affetto. «La società Cus Albinia – commenta il presidente Claudio Bini – piange la scomparsa di uno dei nostri soci fondatori, che ha partecipato attivamente alla vita del centro sportivo e alla sua crescita, ricoprendo anche la carica di presidente. Ci stringiamo alla famiglia». Fra le sue grandi passioni c’era l’Albinia calcio. «Era innamorato della squadra dell’Albinia. Fino a che ha potuto non si perdeva nemmeno una partita» aggiunge il figlio. «Era un grandissimo tifoso dell’Albinia – dice il direttore generale dell’Atletico Maremma, Luca Vaselli – e ne era uno dei soci fondatori insieme al fratello Ottavio. Fino a che ha potuto ha seguito la società. È stato una gran brava persona. Ha dato una mano per moltissimi anni alle sagre. Tutto l’Atletico Maremma si stringe intorno alla sua famiglia perché Italio era un grande amico dal punto di vista sportivo ma soprattutto umano».
Italo amava fare le grigliate: «Dove c’era una grigliata – dice il figlio – lui c’era. In tanti poi lo chiamavano per fare il suo specialissimo sugo: soppressata, carne di maiale, pisellini. Solo lui sapeva tutti gli ingredienti ma era un sugo davvero speciale». Ed era anche molto legato alla Misericordia di Albinia. «Ha voluto che al posto dei fiori fossero fatte offerte alla Misericordia – conclude Aldo – a cui era molto legato per l’aiuto che gli avevano dato quando non si sentiva bene». Italo, infatti, negli anni passati aveva subito un’operazione al cuore e alcuni anni fa, cadendo, si era rotto l’osso del collo. I funerali oggi, alle 10.30, nella chiesa di Albinia. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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