Finanza
Temperature in picchiata, frutteti a rischio
Meno nove sulla Vetta dell’Amiata, nella notte tra martedì e mercoledì ha nevicato sui rilievi tra Montieri e Roccatederighi
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. La primavera 2021 si conferma capricciosa, come lo furono, in Maremma, quella del 1997 (quando nevicò a quote basse addirittura il 21 aprile) e quella del 1973.
Martedì sera – come annunciato fin dalla vigilia di Pasqua dai meteorologi del Lamma e dal previsore locale Roberto Madrigali – è nevicato sui rilievi dell’entroterra ed è tornato il freddo anche a Grosseto e sulla costa: il termometro, in Vetta Amiata, ha toccato ieri i meno 9. Due gradi sotto zero la minima in città, più due a Castiglione della Pescaia e a Giglio Porto, zero a Follonica. Una repentina discesa della colonnina di mercurio dovuta a un’irruzione artica, che sta diventando frequente in questo periodo. La neve, stavolta, ha risparmiato l’Amiata. Solo qualche fiocco in vetta e ai Prati, che non ha modificato un paesaggio in mutazione. Imbiancati, invece, seppure per poche i tetti delle case e le auto a Montieri, Prata, Gerfalco, Travale e Boccheggiano. I fiocchi, caduti per qualche ora nella notte tra martedì e mercoledì, non hanno attaccato invece a Roccastrada, Sassofortino e Roccatederighi.
Ma il ritorno del sole, già a partire da ieri, non segnerà la conclusione di questa fase. Le temperature resteranno rigide fino almeno a domani, al di sotto delle medie del periodo, con gelate anche in pianura e rischi per le colture di stagione. A questo proposito abbiamo sentito il direttore di Cia Grosseto, Enrico Rabazzi: «Le alte temperature delle scorse settimane avevano portato a fioriture nei frutteti, che proprio per questo ora rischiano di essere pesantemente danneggiati dal freddo. La speranza è che albicocchi, ciliegi, peschi e viti possano risentire solo parzialmente di questa recrudescenza. È un fenomeno simile a quello dello scorso anno quando le primizie dell’ortofrutta (baccelli, carciofi, e altro) in molte zone risultò bruciata dal freddo per alcune notti con temperature intorno allo zero». Cia stimerà i danni nei prossimi giorni: «Non sappiamo ancora cosa troveremo nei campi alla fine di questo colpo di coda climatico. Prevediamo di nuovo danni ingenti, da sommare a quelli già prodotti dal coronavirus al mondo agricolo».
Sulla stessa lunghezza d’onda Confagricoltura: «È l’ennesima gelata da metà marzo a oggi – lamenta Antonio Tonioni, presidente toscano del settore ortofrutta – la produzione di albicocche è danneggiata quasi totalmente; di nettarine e pesche avremo dal 70 al 50 per cento in meno. Una situazione drammatica, perché è il terzo anno consecutivo che accade. Ora l’attenzione si sposta sul melo e il pero in piena fioritura».
Intanto un’altra perturbazione transiterà in Maremma nel fine settimana e potrebbe interessare anche i primi giorni della prossima, con probabilità di precipitazioni (stavolta piovose) ancora alta. Protagonista per 3-4 giorni lo scirocco, poi di nuovo temperature sotto media fino almeno al 16-17 aprile. — © RIPRODUZIONE RISERVATA
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