Italia
«Emergenza 112, no alla centrale unica»
L’associazione chiede che gli operatori del territorio vengano attivati già a partire dalla prima chiamata
grosseto. L’associazione Grosseto al centro torna a proporre il proprio modello di articolazione del servizio 112, il nuovo numero unico per l’emergenza che entrerà in funzione dal 27 aprile.
Un sistema «più snello e pratico di quello scelto dalla Regione Toscana», che prevede una centrale unica per tutta la regione e l’impiego di «personale “laico”: assistenti tecnici formati in poche settimane; non quindi i medici e gli infermieri, i professionisti del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri che già operano nelle centrali di secondo livello provinciali». Perché con il modello della Regione «domani, lo stesso cittadino, chiamerà Firenze e l’assistente tecnico di un “call center” contatterà le varie centrali di Grosseto, con un doppio passaggio telefonico». Con il modello proposto, invece, «la telefonata di emergenza al 112 arriverebbe direttamente agli stessi operatori che lavorano sul territorio dove l’emergenza è avvenuta, un territorio che essi conoscono bene perché già di esperienza nelle loro centrali operative che oggi sono separate, ma che nel modello che proponiamo verrebbero riunite».
L’associazione chiede al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna «un incontro per proporre a lui e al presidente del consiglio comunale Cosimo Pacella un ordine del giorno in favore del modello che proponiamo e l’analisi redatta nel 2019 che ha visto la partecipazione – oltre che della nostra associazione – dei professionisti e degli specialisti che lavorano nelle centrali operative di secondo livello (Psap2) in quelle regioni dove il servizio è attivo; il documento è stato inviato a tutti i livelli istituzionali in concomitanza all’indagine deliberata all’unanimità dalla XII Commissione sanità del Senato».
L’associazione ricorda che «nel 2016 ha promosso una petizione, con le firme di oltre 1. 000 grossetani, per la realizzazione di centrali operative interforze provinciali con unico passaggio telefonico a cui i cittadini potessero accedere attraverso il numero unico d’emergenza 112. A tale numero, quindi, avrebbero risposto direttamente i sanitari del 118, Vigili del fuoco, Polizia e Carabinieri. Questa visione andava contro l’idea di un’unica centrale regionale con personale “laico” e doppio passaggio telefonico». Infine l’invito anche al «presidente della Toscana Eugenio Giani e alla politica locale a fermarsi, per riflettere su un cambio di rotta». —
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