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Gessi rossi, mozione del M5s: «Eliminare deroghe a inquinanti»

Lina Senserini

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Lina Senserini

Campagnatico. Perché la Regione non si impegna a trovare un’area adatta a stoccare in sicurezza i gessi rossi? È la domanda, dall’apparenza ovvia, che il Movimento 5 stelle si pone e trasferisce alla giunta guidata da Eugenio Giani, con una mozione presentata dalla consigliera Irene Galletti, il 29 marzo, al presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo.

Approda, dunque, sui banchi di Palazzo Panciatichi il tema spinoso del destino dei gessi e di quello, ad essi collegato, dell’azienda Venator, che produce biossido di titanio negli stabilimenti di Scarlino, dalla cui lavorazione deriva il famigerato scarto. È il primo effetto “politico” della relazione conclusiva della commissione parlamentare Ecomafie, approvata all’unanimità e presentata dal presidente Stefano Vignaroli.

L’organismo parlamentare, infatti, ha bocciato senza mezzi termini ogni possibile riutilizzo dei gessi rossi, in qualunque attività e per qualunque fine, evidenziandone la pericolosità, dati alla mano. Ovvero i risultati delle analisi sulle falde sottostanti la cava di Montioni, dove è in corso il ripristino con l’uso di questo materiale. Chiamando soprattutto Regione ed enti di controllo alle loro responsabilità sul piano normativo e autorizzativo.

Il nocciolo della questione, secondo i 5 Stelle, sono le deroghe approvate dalla Regione sui limiti dei cloruri, del cromo e del vanadio, che hanno consentito a Venator di cedere i gessi per le attività di ripristino a Montioni (foto), come si evince dalla relazione della commissione.

Dunque, la prima richiesta della mozione alla giunta è di «disporre che sia eliminata in autotutela la deroga ai limiti per cromo e vanadio».

L’altro aspetto chiama in causa le ex cave di Pietratonda e il progetto della proprietà, la Accornero, di usare i gessi rossi per il ripristino ambientale. Il 21 aprile è in programma la conferenza dei servizi, che nella seduta precedente ha avviato la procedura di diniego. Se il parere conclusivo boccerà Accornero-Venator in via definitiva, l’azienda si troverà a dover risolvere il problema dello smaltimento dello scarto per evitare decisioni che avrebbero conseguenze drammatiche su piano occupazionale.

La richiesta dei 5 Stelle alla Regione è semplice: impegnarsi «a mettere a disposizione della Venator una discarica autorizzata capace di accogliere in sicurezza i gessi rossi, annullando le autorizzazioni per il ripristino della cava di Montioni». E «illustrare un piano per il mantenimento occupazionale». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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