La protesta
Ristoratori “anti-piazza” «Per riaprire servono proposte: ecco le nostre»
grosseto. Nessuna protesta eclatante ma proposte per ripartire in sicurezza senza più interruzioni.
Welcome Maremma, associazione che riunisce circa 80 iscritti fra ristoratori, albergatori e titolari di strutture ricettive e la Federazione italiana cuochi – di cui, per la sezione di Monte Argentario, è presidente lo chef Umberto Amato – vuole partire da qui per riaprire le attività chiuse al pubblico da mesi, con la breve parentesi in cui la Toscana è stata di colore giallo.
Alcuni colleghi ristoratori sono scesi in piazza, hanno bloccato le strade.
I ristoratori di Welcome Maremma e i cuochi rappresentati da Amato, invece, pur comprendendo le ragioni dei colleghi, vogliono provare un’altra via per tornare a lavorare: fare proposte da discutere a un tavolo anche con la Regione Toscana.
«Vogliamo sensibilizzare le istituzioni sulla nostra situazione – spiega uno dei consiglieri, il titolare del Vicoletto a Talamone, Antonio Acanfora – ma senza atti di forza. Vogliamo condurre la nostra battaglia per avere una continuità nel lavoro. Non vogliamo aprire con la forza ma vogliamo concertare un piano di riapertura, senza più interruzioni, che rafforzi i protocolli ai quali ci siamo adeguati già da tempo. Per un maggiore controllo delle nostre strutture abbiamo anche pensato all’utilizzo di personale aggiuntivo che stia all’ingresso dei nostri ristoranti, misuri la temperatura, inviti i clienti che non indossano correttamente la mascherina a farlo. Potremmo servirci degli studenti dell’istituto alberghiero, per esempio».
I titolari dei ristoranti vogliono lavorare e lo vogliono fare con tranquillità. Lo scorso anno la stagione estiva è andata bene ma non negano che far rispettare le regole sia stato stressante. «Siamo pronti a contenere i flussi, – aggiunge Acanfora – a rispettare le distanze, due metri. Siamo i primi a volere sicurezza per noi, i nostri lavoranti e i nostri clienti. Noi siamo disposti a metterci a un tavolo, fare proposte ma vorremmo anche che ci venissero incontro con un anno fiscale bianco. Chiediamo di poter collaborare a un piano di ripartenza. Non vogliamo stare sul divano a contare le pecore in attesa di ripartire. Vogliamo essere parte di questa ripartenza, una volta per tutte».
Anche il presidente di Welcome, Andrea Ciampana, titolare, con la famiglia, del ristorante hotel Vecchia Maremma, ribadisce quanto sostenuto da Acanfora: «Le proteste le capiamo perché sono figlie delle contraddizioni che ci sono in queste decisioni che vengono prese, come bloccare il turismo in Italia ma permettere di prendere un aereo e andare all’estero. Vogliamo sensibilizzare chi prende le decisioni. Per questo stiamo lavorando a un piano per le riaperture. Ci adeguiamo a ogni protocollo. Invitiamo chi di dovere a controllare. Stiamo alle regole ma ci facciano riaprire».
Anna Puca ha il ristorante pizzeria Il Faro fra Fonteblanda e Talamone. Lei avrebbe già aperto il suo ristorante, se non al pubblico, a chi decide e ai media per far vedere che tutto è in ordine, che i protocolli sono rispettati e che le regole sono seguite. Non vuole più aspettare. «Facciano i controlli – dice – chi non è in regola lo facciano stare chiuso ma chi le rispetta deve aprire. A me è rimasta solo una scelta: o riapro è chiudo tutto e cerco un lavoro come dipendente».
Agli incontri con Welcome era presente anche Umberto Amato, chef della Fontanina di Porto Santo Stefano. Anche lui antepone alle proteste di piazza la voglia di fare proposte per riaprire definitivamente i locali. —
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