Gioco
Settanta pasti distribuiti dalla Caritas
Undici volontari in campo, consegna a domicilio per anziani e disabili assistiti dalla mensa
GROSSETO. Accanto alla Pasqua celebrata, la Pasqua che si è fatta servizio. Caritas, infatti, ha portato avanti la presenza quotidiana della Chiesa fra coloro che hanno bisogno. Distribuiti 70 pasti, 60 in piazza Barsanti e dieci a domicilio per anziani e disabili assistiti dalla mensa. In servizio undici volontari, dalla preparazione in cucina fino alla consegna del menu, che prevedeva tagliatelle al ragu, roastbeef con patate al forno, pane, acqua e dolce fatto in casa. Il lunedì dell’Angelo stessi numeri. E domenica un ospite, come desiderio di contraccambiare, ha donato alle volontarie un mazzetto di fiori recisi insieme ad alcune spighe.
«Per noi, forse, stargli più uniti, cercarlo vivo nel vangelo, nei sacramenti, ma anche nella nostra storia, nei nostri fratelli, dentro questo tempo, chiedendo quella fede che di nuovo ce lo fa incontrare, più forte!»: così il vescovo Rodolfo Cetoloni nell’omelia della veglia pasquale, celebrata sabato nella cattedrale di Grosseto.
Una veglia iniziata quando ancora fuori c’era la luce e terminata intorno alle 21,30. La benedizione del fuoco nuovo, del cero pasquale, il canto del preconio e delle litanie dei santi, la benedizione dell’acqua lustrale, il canto del Gloria mentre tutta la cattedrale si illuminava sono stati alcuni dei momenti salienti della celebrazione, animata da una rappresentanza della corale Puccini, diretta da Luca Bernazzani, responsabile musica sacra della Diocesi, che ha cantato anche l’Exultet e le Litanie.
Il servizio all’altare è stato svolto dai seminaristi, così come per tutte le celebrazioni del Triduo Pasquale. Hanno concelebrato il vicario generale don Paolo Gentili; il proposto del Capitolo della Cattedrale monsignor Franco Cencioni e il canonico parroco monsignor Piero Caretti.
Soffermandosi sul Vangelo di Marco, il Vescovo si è immedesimato in quelle donne che avevano seguito Gesù e che, passato il sabato, si recano al sepolcro con gli aromi necessari per ungere il corpo del Maestro. «Chi potrà spostare per loro quella pietra così pesante? – ha commentato – Penso ai loro occhi bassi, abbattuti, come era a terra, addolorato il loro animo… Eppure continuarono a voler bene a Gesù, per questo non ebbero paura di affrontare la morte, la tomba che chiude ogni speranza anche quando c’è tanta volontà di bene. Non c’è anche in noi, soprattutto in questo tempo di pandemia, un po’ di abbattimento? Il timore che davvero sia fermo tutto?».
Il vescovo Cetoloni ha poi presieduto il Pontificale solenne della domenica di resurrezione, ieri mattina che è stato trasmesso anche in diretta su Tv9 Telemaremma.—
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