Il Tirreno

Grosseto

ma perché in città tutte queste varianti?

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L’assessore allo sport si è dimenticato, in questi 5 anni di fare l’assessore all’urbanistica. L’abbiamo già detto, ma è il caso di tornarci sopra. L’urbanistica sarebbe materia importante per delineare la città del futuro, per farlo, tuttavia, devi avere un’idea di città. Se non ce l’hai e sei concentrato a fare propaganda elettorale sui social, magari a volte anche con qualche figuretta non proprio edificante, è difficile che tu possa dirci come vuoi che sia la Grosseto del futuro. La prova tangibile della mancanza di pianificazione è l’inerzia assoluta del nuovo piano operativo che sicuramente non vedrà luce entro la fine della consiliatura e che avrebbe dovuto ridisegnare la nostra città. Tuttavia, pur senza pianificazione generale, l’assessore, giustificando il tutto con fumose ragioni di urgenza ha fatto approvare due varianti urbanistiche, una per un nuovo supermercato sulla Scansanese, l’altra per un nuovo quartiere residenziale in via Alberto Sordi. Case e Supermercati, quindi, una vera urgenza per la città, proprio in un periodo in cui le case sono vuote e i supermercati sovrabbondanti. È evidente che si è voluto rispondere, nella piena legalità, per carità, ad interessi di parte (o privati costruiranno case ed una catena di grande distribuzione aprirà un nuovo supermercato) piuttosto che all’interesse generale di delineare il futuro di questa città: è evidente che siamo di fronte ad una grande occasione persa da parte di questa giunta. La vera faccia di questa amministrazione sta tutta in questi atti che oltre a mostrare una scarsa progettualità lasciano interrogativi ben più pressanti: perché queste varianti? Accertato infatti che Grosseto ben poco bisogno aveva di nuovi supermercati e appartamenti, quale è stato il percorso che ha portato questa amministrazione ad individuare queste priorità in ambito urbanistico? Perché si è scelto di portare aventi queste varianti? Sono state proposte dai privati o sono frutto di una scelta dell’amministrazione? C’erano altre opzioni per quelle aree? Perché il piano operativo ancora non esiste? Forse perché è uno strumento parecchio importante in vista delle prossime elezioni? Sono interrogativi che non avranno mai risposta, intanto l’assessore allo sport continua a fare post dove si occupa di tutto: da Sanremo allo Ius Soli, scordandosi la vera priorità: il futuro di questa città. Il tutto mentre la nostra città ha un unico spazio vivibile e veramente pubblico: il velodromo, dove è normale trovare, in tempi di Covid, significativi assembramenti. –

* Segretario Giovani Democratici Gr

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