Sicurezza
Prostituzione e video, scritte offensive sul muro accanto al bar
follonica. Delle frasi offensive e allusive sono apparse ieri mattina sulla facciata del palazzo dove si trova il bar Senzuno di via della Repubblica a Follonica.
Le scritte, in rosso, sono apparse sul lato dell’edificio che si affaccia su via Mentana. Il bar è chiuso dallo scorso 13 marzo, da quando i proprietari, Aziza Essat 40 anni, e Nicola Bergamini, 46, sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri sul giro di prostituzione nella città del golfo.
Le scritte, che si estendono per diversi metri sulla facciata dell’edificio, si riferiscono proprio a quella vicenda. Un gesto offensivo e additato da molti per la bassezza delle frasi rivolte alla proprietaria del bar.
Le offese sono infatti rivolte esclusivamente alla donna, e ricoprono sia la facciata dell’edificio che l’asfalto della strada adiacente.
Per le scritte apparse ieri mattina sul muro del bar al momento non è stata fatta alcuna denuncia. Oggi Essat si trova nella casa circondariale di Pisa Don Bosco, mentre il marito è agli arresti domiciliari. La coppia è difesa dall’avvocata Loredana Luiso che ieri è stata avvertita di quanto accaduto.
Fabio Scatena invece, il sessantenne di Massa Marittima arrestato nell’ambito della stessa inchiesta, difeso dall’avvocato Franco Ciullini, è stato scarcerato nei giorni scorsi: il giudice per lui ha disposto gli arresti domiciliari. Le accuse per i tre sono di sfruttamento della prostituzione e di favoreggiamento.
Le indagini condotte dai carabinieri hanno avuto inizio nel novembre 2018. Secondo quanto emerso, la coppia affittava alcuni locali di proprietà ad alcune prostitute e si adoperava anche per trovare altre sistemazioni presso terzi soggetti. Le perquisizioni svolte dai carabinieri e dalla finanza lo scorso 13 marzo hanno portato al sequestro di 400 grammi di hashish e 6 mila euro in contanti trovati nella casa della coppia e al bar. Durante le perquisizioni la guardia di finanza di Follonica ha inoltre sequestrato del materiale audio-video che si trovava all’interno del bar. Dalle indagini è poi emerso che alcuni locali sfruttati per il giro di prostituzione erano dotati di telecamere: le riprese sarebbero conservate in alcuni dispositivi. — G.S.
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