Sicurezza
Parco nell’ex Diversivo La Lega e i 5 stelle divisi sulla fattibilità
Ulmi tesse le lodi dell’operato dell’assessorato di Megale I pentastellati: «Siamo nel classico libro dei sogni»
GROSSETO. La presentazione dello studio di fattibilità per dare un nuovo volto all’area dell’ex Diversivo divide la politica. Dalla Lega arriva il plauso al Comune ma anche la sottolineatura del cambio di passo reso possibile secondo il segretario provinciale Andrea Ulmi dal contributo decisivo dell’assessore Riccardo Megale e dalla sua mediazione con il Demanio.
«Il Parco del Diversivo oggi è nella disponibilità del Comune di Grosseto – scrive Ulmi – grazie all’azione certosina condotta dall’assessore al patrimonio Riccardo Megale che, adesso, con l’altra delega, quella ai lavori pubblici, può assicurare alla città uno studio di fattibilità per realizzare un’area verde sul modello di altre realtà europee». «Sono più di venti anni che si parla di trasformare in un polmone verde quell’area – prosegue Ulmi – ma solo oggi questo progetto è realizzabile perché l’amministrazione grazie a Megale è riuscita a ottenere l’area dal Demanio che, fino a pochi mesi fa, la deteneva. Di fatto si progettava su un’area indisponibile per il Comune per cui qualunque idea era destinata a restare nel libro dei sogni. Oggi invece lo studio di fattibilità prevede di proseguire con progetti esecutivi a stralci funzionali di 500mila euro ciascuno, dunque sostenibili, anche economicamente, dal Comune». Ma Ulmi va anche oltre e sottolinea quanto la valorizzazione dell’area acquisisca un’importanza ancora maggiore oggi alla luce della pandemia che rende necessario ripensare gli spazi urbani e garantire zone dove poter passeggiare e fare attività sportiva in libertà.
Di tutt’altro segno la lettura che del progetto danno i consiglieri del Movimento 5 stelle Antonella Pisani, Francesca Amore, Daniela Lembo e Gianluigi Perruzza. «Siamo alle solite – esordiscono così i consiglieri 5 stelle – Il modello Vivarelli andrebbe brevettato a questo punto: “non facciamo molto ma vi facciamo credere il contrario”! Un po’ come quando riescono a piantare fiori, magnifici per loro natura, in dozzinali vasi di plastica, spacciandoli per cultura del verde e cultura dei luoghi». Poi l’accento sulla distanza tra il progetto annunciato sui social (col riferimento evocativo a Central Park) e la realtà. Allo stato attuale invece secondo i consiglieri pentastellati non c’è alcuna documentazione relativa alla fattibilità economica del cosiddetto lotto 2 mentre dal piano triennale delle opere pubbliche risulta imminente la sola piantumazione di boschetti a nord e a sud del lotto 2 per una spesa di 500mila euro di cui 400mila assicurati dalla Regione. «Verranno piantati 800 alberi – prosegue la nota – Poca roba se paragonato al famoso obbligo di legge: un albero per ogni nuovo nato. Solo nel 2020 i nati nel comune di Grosseto sono stati 444. Diciamo che l’intervento previsto coprirà due anni di governo Vivarelli Colonna». La parte più onerosa e scenografica del progetto annunciato, scrivono i consiglieri 5 stelle, è invece inserita al secondo e terzo anno del piano delle opere pubbliche. «Chi conosce le istituzioni – sottolinea la nota – sa bene che le opere di questo tipo rappresentano il classico libro dei sogni a causa della mancanza delle risorse economiche necessarie per la loro realizzazione». —
Sara Landi
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