Il Tirreno

Grosseto

l’emergenza coronavirus 

La Diocesi piange Anna, laica votata all’Azione cattolica

Insegnante molto attiva, Santi aveva fondato il consultorio e si era adoperata per la nascita della sezione per i giovani

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Grosseto. «È andata avanti a noi, nell’incontro col Signore nel quale ha investito tutta la sua esistenza, proprio nel giorno in cui i cristiani ricordano l’ultima cena di Gesù e quel suo desiderio di fare Pasqua con noi. Ci piace immaginare che Anna abbia voluto affrettarsi per sedere al banchetto celeste». È così che il vescovo Rodolfo Cetoloni, a nome di tutta la Chiesa diocesana, ricorda Anna Santi, deceduta nella tarda serata di giovedì all’ospedale Misericordia di Grosseto. Era stata ricoverata pochi giorni fa dopo essere risultata positiva al Covid-19. In un fisico già compromesso da numerose patologie, il virus ha colpito duramente.

Anna Santi aveva 83 anni ed era figlia di un minatore di Caldana.

Le esequie saranno celebrate martedì alle 15,30, in cattedrale e saranno celebrate dal vescovo: don Franco Cencioni ne traccerà un ricordo.

È stata una laica che ha vissuto profondamente la propria appartenenza ecclesiale, animata da una grande passione per l’uomo, dal desiderio costante di approfondire, capire, analizzare; dall’ansia per il rinnovamento della Chiesa sulla scia del Concilio e dal bisogno di protagonismo e corresponsabilità del laicato. Una passione, questa, che non di rado l’ha portata anche a scambi dialettici con i vescovi e coi sacerdoti, ma sempre nella volontà di costruire un bene più grande, nell’aderenza al Vangelo.

Per questo Anna ha cercato sempre di essere lievito fecondo fuori dalle mura della chiesa. Il suo impegno è stato variegato: insegnante, ancora giovanissima conobbe Armida Barelli, tra le fondatrici della gioventù femminile di Azione Cattolica e poi, con padre Gemelli, dell’Opera della regalità. Anna vi aderì e scelse la via della consacrazione laicale come strada maestra della sua adesione a Cristo e alla Chiesa. Il suo nome è profondamente legato alla storia dell’Azione Cattolica. «Io sono nata nell’Ac – aveva detto anche di recente in una intervista fatta in occasione dell’assemblea diocesana 2020 – Il 3 aprile 1938 fui battezzata e subito iscritta agli angioletti di Ac».

Fondatrice del consultorio La Famiglia, fu tra coloro che, cinquant’anni fa, si impegnarono per la nascita dell’Azione cattolica ragazzi come esperienza educativa solida di formazione alla vita e alla fede. «Anima consacrata, ha dedicato la vita alla scuola e alla Chiesa, non sempre capita da noi – dice don Franco Cencioni, assistente generale dell’Azione Cattolica – Mi mostrava di frequente con orgoglio la tessera del babbo, iscritto all’Azione cattolica già nel 1925 in pieno regime». —

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di Redazione web