Sicurezza
Alimentari e market chiusi «Questo è il colpo di grazia»
Associazioni di categoria e politica sul piede di guerra dopo la decisione di Giani FdI chiede le dimissioni del presidente, Cisl controcorrente: «Bene per i lavoratori»
grosseto. Il primo a fare un passo indietro, dopo aver annunciato la stretta per Pasqua e Pasquetta, è stato il sindaco di Monte Argentario Franco Borghini che due giorni fa ha emesso un’ordinanza con la quale chiudeva i negozi di vicinato, i supermercati e anche i tabaccai. Questi ultimi sono stati esclusi dalla lista, ma tutto il resto, a dispetto di chi pensava che ieri il primo cittadino facesse marcia indietro, rimarrà chiusa. E quella che sembrava essere una scelta isolata, da ieri, è regola per tutta la Toscana: il presidente Eugenio Giani ha infatti disposto la chiusura di botteghe di generi alimentari e supermercati sia domenica che lunedì.
Un’ordinanza che ha sollevato un polverone, soprattutto tra i rappresentanti dei commercianti. Piccole botteghe e grande distribuzione organizzata hanno già ordinato i prodotti freschi da esporre sugli scaffali. Che però, rischiano di restare lì, visto che sarà permessa solo la consegna a domicilio e che molti esercizi commerciali non sono attrezzati. «Siamo stati convinti di riproporre, come lo scorso anno le chiusure per questi giorni festivi dai numeri dei contagi, ancora elevanti e preoccupanti, che ci impongono di mantenere alta l’attenzione – ha spiegato l’assessore regionale alle attività produttive Leonardo Marras – Ogni iniziativa va vista nell’ottica del massimo rigore che consenta di vivere le festività con grande equilibrio».
L’ordinanza riguarda solo il commercio: le attività artigianali e i pubblici esercizi, come panifici, ristoranti, pasticcerie, bar, rosticcerie, gelaterie, pasta fresca, non essendo ricomprese tra quelle sottoposte a chiusura, potranno continuare, anche domani e lunedì ad esercitare l’attività come regolato dalla zona rossa nazionale e cioè, facendo sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti.
«Biasimiamo aspramente il metodo di lavoro adottato dalla giunta: diffondere senza alcun preavviso una delibera del genere, che a poco più di 24 ore dalla Pasqua decide la chiusura totale delle aziende commerciali, denota una mancanza assoluta di rispetto nei confronti delle imprese e dei loro clienti»: è il pensiero del direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. Alle parole di Marinoni fa eco Confesercenti, con il presidente provinciale Giovanni Caso. «Inasprire ulteriormente le limitazioni per le attività commerciali in questo momento – dice – equivale ad affondare il coltello in una ferita aperta».
Voce fuori dal coro quella della Fisascat Cisl che chiede, una volta finita la pandemia, di «ripensare alla liberalizzazione del commercio e alla qualità del lavoro e della vita dei lavoratori», mentre per Fratelli d’Italia, l’ordinanza di Giani, è stata «un colpo di grazia alle imprese e partite Iva con questa ennesima e scellerata scelta. Giani ritiri subito l’ordinanza o presenti immediatamente la variazione di bilancio per assicurare un ristoro adeguato a tutte le attività che ha deciso di sacrificare». A chiederlo sono Fabrizio Rossi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli, capogruppo in consiglio regionale e Vittorio Fantozzi, consigliere regionale e vicepresidente della commissione sviluppo economico. «Ancora una volta in fatto di tempestività il governatore Giani è davvero imbattibile – commentano, Fabrizio Rossi al quale si aggiunge Bruno Ceccherini, responsabile provinciale Fratelli d’Italia Grosseto. «Un provvedimento che di fatto chiude tutte le attività commerciali per Pasqua e Pasquetta – proseguono Rossi e Ceccherini – del quale nutriamo molte perplessità sull’effettiva efficacia». Ordinanza che ha mandato su tutte le furie anche il senatore di Forza Italia Roberto Berardi. «Questa è la classica goccia che fa traboccare il vaso – dice – Non basta la pessima gestione dell’emergenza sanitaria, non basta avere sulla coscienza i tanti morti dovuti agli errori del piano vaccinale che hanno visto liste di persone di ogni tipo scavalcare ottantenni e soggetti a rischio, ora condannano anche l’unica categoria che ha retto in questo disastro. Una settimana fa i sindacati avevano chiesto alla Regione di valutare la chiusura degli alimentari per le feste, Giani ha aspettato l’ultimo giorno utile per emanare l’ordinanza, quando ormai i commercianti hanno acquistato od ordinato la merce». —
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