Lutto
Tre decessi all’ospedale Misericordia Rianimazione, posti quasi esauriti
Lina Senserini
Grosseto. Giornata di lutto, quella di ieri, in provincia di Grosseto. Tre persone sono decedute all’ospedale Misericordia, dove erano ricoverate a causa del Covid-19. Sono un anziano follonichese che era al secondo ricovero per Covid, una signora aretina e un uomo morto nel reparto di medicina interna Covid. Un bilancio pesantissimo in una giornata in cui si sono registrati 56 nuovi casi e 49 guarigioni, e sono stati effettuati 705 tamponi. In tutto i positivi sono 1.215.
Ieri i reparti Covid dell’ospedale di Grosseto contavano in tutto 81 ricoverati, di cui 19 in terapia intensiva e 62 in area medica. A destare qualche preoccupazione sul carico di pazienti è soprattutto la rianimazione, poiché il massimo di posti letto a cui il reparto può arrivare è 22. Ovviamente, spiega la Asl «nell’ipotesi di uno scenario epidemiologico più grave l’ospedale è in grado di organizzare, in base anche alla disponibilità del personale, fino a 24 letti», considerando che devono essere gestiti anche gli otto posti per pazienti no Covid per i quali è previsto personale dedicato esclusivamente a quest’area. Fin dalla fase uno nella primavera 2020, la rianimazione Covid è stata organizzata in moduli da otto pazienti, per un totale di 24 posti, cui per fortuna non è mai stato necessario arrivare nemmeno nella fase più critica della pandemia, durante l’inverno.
Ora però che l’andamento dei contagi, da settimane, è tornato a salire, in attesa degli effetti delle misure di contenimento e della campagna vaccinale, l’occupazione dei letti è arrivata quasi al massimo.
Peraltro l’ospedale sta accogliendo anche pazienti Covid da fuori provincia, da aree in sofferenza, come dal Molise e ora di Arezzo. Ieri la rianimazione contava una decina di persone trasferite da Arezzo, mentre in malattie infettive ne erano ricoverate due.
Il punto è che attivare un posto letto significa aumentare il personale di assistenza, medici, infermieri e operatori socio-sanitari, necessari a coprire i tre turni giornalieri. Che nel caso dell’area medica sono proporzionali al bisogno di assistenza. Per capirsi, ai posti letto per pazienti monitorati o che necessitano di ausili per la respirazione, sono assegnati più infermieri. Rispetto alla rianimazione, il blocco Covid (malattie infettive e pneumologia, cui si è aggiunta la medicina interna), può arrivare fino a un massimo di 78 posti letto, sfiorati lunedì (75 ricoverati). «La disponibilità del Misericordia sul fronte Covid – spiega la Asl – viene organizzata in base ai numeri e alle esigenze, di conseguenza rimodulata secondo gli scenari. Come la rianimazione può arrivare a 24 posti letto, se l’andamento della pandemia lo rende necessario, si può arrivare a 90 nell’area medica. La speranza è che, in considerazione di una riduzione del numero dei positivi dopo il varo delle ultime misure di contenimento, si possa assistere a una riduzione della pressione sia nel blocco Covid che in terapia intensiva. Per quanto riguarda invece le altre aree chirurgiche e no Covid malgrado l’attuale fase di emergenza, sono del tutto garantite le normali attività in particolare l’urgenza, la traumatologia e l’oncologia». —
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