Il Tirreno

Grosseto

il processo 

Si arrabbiò per il cibo al centro di accoglienza Assolto dal giudice

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batignano. Aveva un problema ai denti, dopo essere stato sottoposto a un piccolo intervento, e per questo motivo faceva fatica a mangiare.

Quando l’incaricata della distribuzione del cibo del centro di accoglienza si era presentata con quello che era previsto per il pranzo, il ragazzo, originario del Mali, che oggi ha 31 anni, si era arrabbiato e aveva preso le chiavi dell’auto della donna impedendole di lasciare la struttura.

L’aveva costretta a restare lì a lungo, finché non erano intervenuti i carabinieri per farlo calmare e per fargli restituire le chiavi della vettura alla donna.

Il giovane, che allora aveva 26 anni, era stato denunciato con l’accusa di violenza privata.

Dopo sei anni, la vicenda giudiziaria è arrivata a una conclusione: difeso dall’avvocato Leonardo Latini, al termine del dibattimento il giovane del Mali è stato assolto dal giudice Adolfo Di Zenzo per la tenuità del fatto che gli era stato contestato.

Il sostituto procuratore aveva chiesto la condanna del ragazzo a un anno di reclusione mentre il suo avvocato ne aveva chiesto l’assoluzione.

Il ragazzo – sostiene il giudice nelle motivazioni della sentenza adesso depositate – ha commesso sì il reato di violenza privata ma il fatto commesso è stato particolarmente tenue e accompagnata da un comportamento non abituale.

«Inoltre – scrive il giudice - la reazione è stata determinata dall’esigenza di ottenere del cibo per la propria alimentazione, e per questo deve essere assolto». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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