Italia
Minacce con un’arma, due denunciati
I carabinieri trovano la pistola che si rivela un giocattolo e i responsabili: sono giovani residenti a Porto Santo Stefano
Ivana Agostini
porto ercole. Sono stati identificati e denunciati per minaccia aggravata e procurato allarme: i carabinieri di Porto Santo Stefano hanno individuato a tempo di record i responsabili delle minacce a una pensionata: “Mani in alto”, le avevano detto sabato nel tardo pomeriggio, puntandole un’arma, da un’auto, mentre lei stava passeggiando sul lungomare.
Il fatto era stato segnalato dal figlio della donna di 72 anni, Francesco Iacomelli: lui aveva scritto un post su Facebook. Iacomelli e poi aveva raccontato a Il Tirreno l’episodio anche per verificare se ad altri fosse successa la stessa cosa. Se fosse stato uno scherzo, era senza dubbio di cattivo gusto. Per altro, proprio sabato sera, nella stessa zona, un’altra residente aveva subito la medesima minaccia.
La pensionata non ha sporto denuncia, ma i carabinieri, appena venuti a conoscenza dell’episodio, si sono messi all’opera per trovare i responsabili. I militari dell’Arma li hanno trovati: e hanno denunciato in stato di libertà due giovani italiani residenti a Porto Santo Stefano, per minaccia aggravata e procurato allarme.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari a carico dei responsabili, è stata anche sequestrata l’arma utilizzata: una pistola in plastica, simile a una mitragliatrice compatta, di colore nero, con tappo rosso. Uno dei due giovani era già conosciuto alle forze dell’ordine per un altro episodio di procurato allarme: aveva segnalato la presenza di un ordigno esplosivo all’interno di un edificio pubblico; la segnalazione si era poi rivelata senza fondamento.
Da parte dei carabinieri sono in corso ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone e la loro responsabilità in episodi analoghi che si sono verificati in precedenza.
Iacomelli è soddisfatto per l’agire tempestivo dei carabinieri. «Ringrazio moltissimo i carabinieri di Monte Argentario per aver dato corso alle indagini in maniera autonoma, dato che mia madre non aveva sporto denuncia – commenta – Posso dire che mi hanno restituito la fiducia nelle istituzioni che a causa di altri episodi avevo perso. Non posso che riconoscere il loro merito e ringraziarli».
Non si conoscono, al momento, i motivi che abbiano spinto i due giovani ad andare in giro con la macchina, abbassare il finestrino e minacciare con una pistola passanti. Se la mamma di Iacomelli aveva reagito senza spaventarsi, così non è stato per l’altra residente portecolese.
Se episodi simili fossero successi ad altre persone, costoro possono segnalarli ai carabinieri di Porto Ercole e Porto Santo Stefano. –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
