Il Tirreno

Grosseto

l’interrogazione 

C’è ancora un residente nell’edificio pericolante

Giulia Sili

3 MINUTI DI LETTURA





follonica. «L’irreperibilità anagrafica non può essere la soluzione al problema»: ha risposto così il sindaco Andrea Benini al capogruppo di minoranza Massimo Di Giacinto. L’ex candidato del centrodestra aveva infatti chiesto al primo cittadino se fosse vero che all’interno Colonia Marina di Senzuno fossero presenti dei residenti. «È vero che all’interno della colonia ci sono dei residenti? – ha chiesto Di Giacinto nell’interpellanza – e se è vero: quando e chi ha concesso la residenza anagrafica? Nel disgraziato, ma non improbabile, caso di crollo chi è il responsabile dei danni a cose e a persone».

L’edificio è infatti in cattivo stato di conservazione e molte delle associazioni che lì avevano una stanza sono state fatte allontanare. L’argomento è stato affrontato in apertura del lungo consiglio comunale (quasi sette ore) che si è tenuto venerdì mattina in modalità telematica. Il sindaco ha presentato a Di Giacinto una visura anagrafica dalla quale si evidenzia che sono sei le residenze che insistono all’interno della colonia marina. Cinque di queste persone vivono però altrove mentre una, seguita dai servizi sociali, si trova ancora all’interno della struttura. Il primo cittadino ha spiegato che il riconoscimento della residenza si ha nel momento in cui si riconosce l’effettiva dimora abituale di un soggetto in un determinato luogo.

Nel caso della colonia marina, il riconoscimento è stato effettuato nel momento in cui le persone erano effettivamente presenti, perché in quel luogo, per anni, è stato organizzato il rifugio per senza fissa dimora, gestito dalle opere caritative cittadine. «L’amministrazione si è occupata di queste persone, garantendo loro un tetto e un letto e aiutandoli nell’igiene personale – ha spiegato Benini – Alcuni di essi, più adatti ad una crescita personale e sociale, hanno fatto un passo in avanti e grazie agli educatori sono stati dirottati altrove. Adesso lì c’è una sola persona, già conosciuta e seguita dagli educatori, per la quale sono stati fatti numerosi tentativi di spostamento».

Si tratta di un uomo che non è stato inserito nei progetti di accompagnamento all’autonomia, perché, ha spiegato Benini, «caratterialmente non idoneo a gestire situazioni di convivenza, come conseguenza di un passato caratterizzato da sofferenza e malessere». A quest’uomo è stato offerto di abitare in un alloggio nelle disponibilità del Comune ma ha rifiutato e ancora oggi gli educatori lo stanno accompagnando nella ricerca di altre soluzioni abitative. Le altre cinque persone hanno invece la residenza nella colonia pur non vivendo più lì. Si tratta di uomini che ad oggi non hanno una fissa dimora: «Una soluzione – ha spiegato Benini – potrebbe essere quella di cancellare quelle residenze, cercando di trasformare le persone in fantasmi ma noi non crediamo a questa soluzione: significherebbe privare queste persone dei pochi diritti civili che restano, rendendoli privi di qualsiasi assistenza sanitaria e sociale. Io credo che l’irreperibilità anagrafica non possa essere la soluzione a un problema difficile da gestire. — Giulia Sili

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web