Gioco
«Inquinamento delle falde avallato dagli enti pubblici, la politica ora sia chiara»
il comitato
Le conclusioni della relazione della commissione bicamerale ecomafie, sui gessi rossi di Scarlino, secondo il comitato Val di Farma, sono il simbolo della sconfitta della politica su un problema che va avanti da più di venti anni. Giovedì (per dovere di cronaca prima della risposta di Venator) hanno inviato un’amara riflessione alla stampa citando in apertura le parole del presidente della commissione Stefano Vignaroli sull’inquinamento della falde acquifere di Montioni e della piana di Scarlino a causa dei gessi. Le quali parole, ironizzano, non sono un «comunicato di quegli ambientalisti deliranti che dicono sempre no a tutto, ma la conclusione del comunicato stampa della commissione parlamentare ecomafie. La quale commissione sostiene che le acque sotterranee alla cava di Montioni e le falde della piana di Scarlino sono inquinate dai gessi rossi; che diversi enti pubblici – Regione, Comuni, Provincia, Arpat e Asl – hanno avallato, negli anni, la prosecuzione dell’inquinamento senza verificare che l’azienda procedesse almeno alla bonifica. I soliti ambientalisti questa volta non vogliono commentare, amareggiati per aver “scoperto” che il loro “giardino” è veramente inquinato, che gli enti preposti al controllo hanno tradito la fiducia dei cittadini e che a rimetterci sono ambiente, salute e lavoro. Sempre quegli ambientalisti pensavano che la politica si sarebbe arresa all’evidenza e alla credibilità della commissione. E invece proprio un deputato di quel Pd che governa la Toscana, Luca Sani, mette in dubbio il lavoro della stessa commissione dichiarando che “le conclusioni della relazione restano sospese ed ambigue”. Così ambigue, a leggerle, non sembrano, ma tant’è… se lo dice un deputato! Ma allora, se la politica decide di ignorare le analisi dei tecnici e ritiene priva di credibilità una commissione parlamentare, il povero cittadino di chi si deve fidare? Non di quei tecnici pagati dai contribuenti e che lavorano per gli enti pubblici, non del Parlamento e dei suoi organi, che si infangano l’un l’altro, e neanche delle istituzioni locali che sembrano non esser per niente d’accordo tra loro… W l’anarchia? », conclude il comitato. — L.S.
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