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Drive in della droga Chieste 16 condanne
Verso la conclusione il processo per lo spaccio nel bosco Le pene più alte per i presunti responsabili, tra i 15 e i 13 anni
CAPALBIO. Per uno soltanto dei 17 imputati nel processo per il cosiddetto drive in della droga nelle macchie di Capalbio, Orbetello e Magliano in Toscana (estate del 2017) c’è stata richiesta di assoluzione. Per tutti gli altri, il pm Anna Pensabene ha chiesto la condanna. E in alcuni casi ci sono richieste pesanti, anche di 15 anni.
Il processo di fronte al collegio del Tribunale presieduto da Laura Di Girolamo che riguarda cittadini di origine marocchina ma anche quattro maremmani sta volgendo al termine e la prossima udienza, a maggio, sarà quella della sentenza. Sono tre le posizioni più gravi individuate dall’accusa al termine del dibattimento che si è svolto nell’aula bunker della Procura in via Monterosa. Sono quelle di Moustapha Jarmouni, 33 anni, Said Jarmouni, 41 anni, e Salah Jarmouni, 32 anni: per loro sono stati chiesti 15 anni di reclusione e multe dai 56mila euro (nei primi due casi) ai 42mila euro.
Di poco inferiori, ma comunque particolarmente alte, le pene chieste per altri imputati: 14 anni e 38mila euro per Jawad Azzouzi, 35 anni, Ahmed Jarmouni, 33 anni, 14 anni e 57mila euro per Abderrahim Jarmouni, 29 anni.
È di 13 anni sei mesi e 42mila euro la richiesta per Hicham Er Rifaiy, 30 anni, 13 anni e 35mila euro per Said Jarmouni, 37 anni.
E invece di 11 anni e 36mila euro per Said Satia, 41 anni. Sette anni e 28mila euro per Mohammed Guennane, 39 anni.
Ci sono poi i quattro grossetani che avrebbero avuto ruoli di portata inferiore, di logistica per così dire, cioè il rifornimento di generi alimentari e oggetti per la permanenza nella macchia. Per Ivan Dominici, 34 anni, di Orbetello, sei anni due mesi e 27mila euro; per Dino Bertoli, 49 anni, di Albinia, sono stati chiesti sei anni e 26mila euro; per Francesco Domenichini, 51 anni, di Roccastrada, quattro anni sei mesi e 21mila euro; per Monica Contri, 53 anni, di Grosseto, quattro anni e quattro mesi.
Infine per Mortar (alias Talbi) Mansour, 43 anni, unico tunisino tra gli imputati, 11 mesi 20 giorni e 2.550 euro. L’assoluzione è stata chiesta dall’accusa per Youssef El Alama, 34 anni: è imputato di aver accompagnato in auto i responsabili dello spaccio. Stesso ruolo quello individuato per gli italiani, anche se a Dominici erano stati contestati funzioni di corriere.
Le pene più alte sono state chieste per quegli stranieri che il dibattimento avrebbe indicato come i responsabili delle centrali dello spaccio.
Il processo si era aperto alla fine del 2019, dopo che al termine dell’udienza preliminare erano state definite con riti alternativi le posizioni di altri sei imputati; tre imputati erano risultati irreperibili; uno era morto nel frattempo. Complessivamente, erano 27 gli indagati al termine delle indagini condotte dai carabinieri. — P.S.
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