Toscana
Non tutti i nonni sono sprint «Servono misure di sostegno»
Con la pandemia si è acuita la difficoltà di gestire i figli quando sia padre che madre lavorano
l’INTERVENTO
Vista la crescita del numero di casi di Covid in quasi tutte le Regioni, la cartina del nostro Paese è colorata di arancione e rosso. Il colpo d’occhio che abbiamo è sempre più rosso e meno arancione; tutti siamo assaliti dalla preoccupazione su come gestire la vita quotidiana. In particolare, pensiamo a quei genitori che vedono avvicinarsi o vivono già la chiusura delle scuole con relativa didattica a distanza; di sicuro per una famiglia non è facile conciliare il lavoro di entrambi i genitori e la gestione dei bambini che rimangono a casa dalla scuola con la didattica.
La pandemia ha fatto emergere un problema che era già presente nel nostro Paese: quello del sostegno alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano; fino a oggi molte di queste famiglie sono state supportate dai nonni, ma non tutte le famiglie possono avere l’ausilio di “nonni sprint” per accudire e seguire i nipotini. Per di più, oggi, questi nonni devono essere anche “tecnologici”, pronti a intervenire se il tablet o il pc non si collega; se non si ha un nonno sprint e tecnologico come si fa quindi?
Già nel 2020 si erano sperimentate delle misure che andavano incontro alle esigenze dei genitori, e che vengono rinnovate oggi col decreto legge 30/2021: ai genitori lavoratori dipendenti con figli minori di 14 anni conviventi è riconosciuta la facoltà di astenersi dal lavoro percependo un congedo retribuito al 50 per cento; mentre per gli autonomi la misura è sostituita dal rinnovo del bonus baby sitting, in misura pari a 100 euro settimanali e può essere utilizzato se l’altro genitore non accede ad altre tutele o al congedo Covid. Entrambe le misure possono essere fruite in caso di sospensioni delle lezioni, infezione o quarantena del figlio minore di 14 anni ed entro il 30 giugno.
Per finanziare le nuove misure il governo ha stanziato 282 milioni e 800mila euro; tuttavia prima che possano essere presentate le domande, sarà necessario attendere che l’Inps diffonda una o più circolari esplicative per le modalità operative. Il Decreto legge stabilisce inoltre che, sulla base delle domande pervenute, l’Inps dovrà altresì provvedere al monitoraggio del limite di spesa e che le richieste saranno accolte in ordine cronologico; di conseguenza, qualora emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l’Inps non prenderà in considerazione le eventuali ulteriori domande.
Con le scuole chiuse per la pandemia, il problema si è manifestato con maggior forza e pertanto sarebbe opportuno che la politica lo affrontasse e mettesse in campo ulteriori azioni e risorse a sostegno delle famiglie; intanto però suggeriamo a tutti i cittadini, interessati a queste misure, di tenere alta l’attenzione per non veder sfumare i propri diritti a causa di un inoltro tardivo della domanda e, vista a volte la complessità della materia, consigliare agli interessati di farsi assistere da un patronato. —
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