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Marchio Toscana “a servizio” del Morellino

Marchio Toscana “a servizio” del Morellino

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SCANSANO. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 68 del 19 marzo, la possibilità di poter inserire la dicitura “Toscana” sull’etichetta dei vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) Morellino di Scansano è realtà.

L’iter per poter aggiungere questa indicazione facoltativa in etichetta – che ha portato alla modifica del disciplinare di produzione – è iniziato poco più di un anno fa con il voto favorevole dell’assemblea del Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano.

«La modifica del disciplinare è stata frutto di un intenso lavoro portato avanti dal Consorzio di concerto con Regione Toscana, ministero delle politiche agricole e Associazione Vini Toscani Dop e Igp – spiega Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano – Ora tutti i produttori che lo desiderano potranno sfruttare la grande forza del marchio Toscana, molto conosciuto e apprezzato sui mercati internazionali».

Il Morellino di Scansano è una denominazione storica, Doc dal 1978 e Docg dal 2007. Con la modifica del disciplinare di produzione il nome geografico Toscana dovrà seguire la denominazione Morellino di Scansano ed essere riportato al di sotto della menzione specifica tradizionale denominazione di origine controllata e garantita oppure dell’espressione dell’Unione europea denominazione di origine protetta. I caratteri del nome Toscana dovranno avere un’altezza inferiore a quella dei caratteri che compongono la denominazione Morellino di Scansano e avere lo stesso tipo di carattere, stile, spaziatura, evidenza, colore e intensità colorimetrica.

«Abbiamo accolto la proposta di modifica al disciplinare di produzione del Morellino di Scansano Docg – ha detto la vicepresidente della Regione Toscana e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – Si tratta di un altro tassello che contribuirà a comporre quell’articolato mosaico che rappresenta il futuro di una delle più importanti filiere regionali che dovrà confrontarsi con le nuove sfide di sostenibilità ambientale e di resilienza ai cambiamenti climatici. Anche in questo senso il brand Toscana può rappresentare un formidabile driver per promuovere nei mercati di tutto il mondo la straordinaria ricchezza e l’agrodiversità dei nostri vini».

«Siamo certi che i produttori della nostra denominazione sapranno sfruttare al meglio questa possibilità», conclude il presidente del Consorzio. —


 

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