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Grosseto

Matrimoni rinviati di altri 12 mesi «Noi e gli sposi siamo esasperati»

Giulia Sili
Matrimoni rinviati di altri 12 mesi «Noi e gli sposi siamo esasperati»

Una fiorista suona l’allarme per tutto il settore che per le Colline Metallifere vale 50 milioni di euro

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Giulia Sili

follonica. “Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani né mai”: parafrasando la celebre frase di manzoniana memoria, anche gli sposi maremmani sembrano subire la stessa sorte di Renzo e Lucia. Con l’arrivo della pandemia i matrimoni che avrebbero dovuto svolgersi nella primavera e nell’estate 2020 sono stati tutti rimandati di un anno ma, ancora una volta, non è tempo di festeggiamenti. Per il secondo anno consecutivo gran parte delle cerimonie sono state rimandate nuovamente, con dispiacere sia da parte degli sposi sia da parte di chi lavora nel settore dell’organizzazione delle cerimonie.

Serena Tosi, floral designer follonichese, sta facendo il possibile per realizzare i desideri degli sposi, così da mantenere in vita il suo lavoro ma le difficoltà sono tante e il lavoro che prima abbondava adesso ha subito uno stop improvviso e prolungato.

Quello dei matrimoni è un settore che nelle Colline Metallifere ha avuto un sviluppo molto recente ma il successo negli ultimi anni è stato tale che oggi dietro a questa realtà si è creato un volume di affari che si aggira intorno a 50 milioni di euro annui. È una cifra enorme, che mostra quanto peso abbia questo specifico settore in un territorio che racchiude soltanto pochi Comuni. «Nel romanzo di Manzoni c’era Don Rodrigo e qui invece c’è il Covid – dice Serena – ma nemmeno Renzo e Lucia hanno dovuto patire così tanto. La stagione si organizza sempre un anno prima quindi l’anno scorso a marzo abbiamo spostato tutto a quest’anno e adesso siamo nelle stesse drammatiche condizioni. Inoltre abbiamo le caparre versate dal 2019 – prosegue l’artigiana – e ci sono sposi che aspettano da due anni di fare la cerimonia: adesso dovranno andare al 2022». Serena in particolare ha sempre lavorato molto con gli stranieri, ormai assenti, e gli aiuti arrivati dallo Stato nel 2020 non sono neanche bastati per pagare le tasse. «Adesso chiediamo di uscire dalla selva dei codici Ateco – dice – e di dare gli aiuti in base a quella che è stata la perdita di fatturato». Per lei l’unica soluzione possibile per uscire da questo fermo totale è la creazione di un disciplinare che permetta, con le dovute accortezze, di organizzare gli eventi. «La gente non ne può più, è evidente che c’è necessità di evadere perché la gioia è una fetta importante della nostra vita e adesso è un anno che ci stiamo trattenendo. È quindi importante creare un protocollo per le nostre professionalità: oltre a garantire un’organizzazione seria ed efficace possiamo fornire i tracciamenti degli invitati a un evento».

Intanto Serena Tosi si sta dedicando ai suoi fiori, visto che gran parte delle spedizioni che arrivavano dall’estero sono a loro volta bloccate. Nel comune di Montieri la floral designer ha quindi realizzato la sua coltivazione dalla quale spera di ottenere risultati in primavera, organizza poi corsi di alimurgia, ovvero la scienza che riconosce l’utilità di cibarsi di determinate piante selvatiche che sono edibili. «Tra lo scorso anno e quest’anno sono stati annullati 30 matrimoni e io in media facevo tra le 40 e le 50 cerimonie a stagione – conclude – Io conto di ripartire presto perché il settore è allo stremo ma anche perché è fondamentale tornare a gioire: vivere insieme dei momenti di felicità è una parte fondamentale della vita». —

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