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«Caravaggio una grossa occasione perduta»

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MONTE ARGENTARIO. «Sul Caravaggio abbiamo perso un treno importante, le nostre idee sul museo le svilupperanno altrove».

Secondo i consiglieri di minoranza Michele Lubrano e Arturo Cerulli il progetto era valido: realizzare un polo che contenesse tutte le opere riprodotte in scala e in alta risoluzione del Merisi rappresentava una potenzialità per il turismo portercolese, attirando scolaresche e curiosi della domenica all’Argentario anche d’inverno. Il timore di Lubrano è di vedersi soffiare le idee da altre località: su tutte Palo Laziale, che qualcuno sostiene fosse l’ultimo approdo del pittore prima della sua morte.

«A Palo Laziale stanno pensando di realizzare una struttura simile a come avevamo in mente di farla noi – dice Lubrano – riprendendo un po’ la nostra idea di tre anni fa. Ho paura che stiamo perdendo un treno importante; a Firenze stanno facendo una cosa simile su Leonardo, ma in stile multimediale. Anche la tomba del Caravaggio messa al cimitero è un errore, non ci va nessuno. Andrebbe messa all’ex asilo Ricasoli e valorizzata».

Cerulli ha chiesto lumi sui lavori all’ex asilo. «Il sindaco ha affermato che la precedente amministrazione aveva commesso un errore urbanistico che andava corretto – ha detto – A me questa cosa non risulta, non ho mai approvato nessuna variante. L’abbassamento della struttura invece la vedo come un favore a chi abita dietro, non abbiamo perso alcun ricorso quindi non capisco il motivo di accettare le rimostranze. E poi Caravaggio è morto in estate, ma noi avevamo trovato un modo per far venire le scolaresche tutto l’inverno. È un peccato perché saremmo arrivati primi e non “esimi”».

Non è d’accordo il sindaco Franco Borghini che, interrogato dai due consiglieri di opposizione, ha ribadito di voler realizzare a Porto Ercole un centro culturale simile al don Pietro Fanciulli di Porto Santo Stefano. «Il progetto originariamente approvato dalla precedente amministrazione – ha detto in assise – aveva elementi di criticità di natura sia edilizia che di standard urbanistici. Abbiamo fatto anche una variante in corso d’opera per eliminare le criticità e i contenziosi che si sarebbero potuti verificare. I lavori sono in corso e vogliamo realizzare un centro culturale con la presentazione di eventi, libri e mostre a convenzionato anche con gli atenei per Biologia e Agraria. Non faremo grosse divisioni interne ma lasceremo spazi aperti con pannelli scorrevoli per chiudere le tre sale al pian terreno». –A. C.

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