Il Tirreno

Grosseto

Razzia in un’azienda Trafugati gli attrezzi un Doblò «e la bici di mio padre morto»

Elisabetta Giorgi
Razzia in un’azienda Trafugati gli attrezzi un Doblò «e la bici di mio padre morto»

Ennesimo colpo in zona est. Svaligiata la Grosseto Edilizia  I ladri scappano a bordo del veicolo rubato, carico di refurtiva

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Elisabetta Giorgi

GROSSETO. L’ennesima razzia in un’azienda si è consumata la notte scorsa. I ladri hanno rubato tutti gli attrezzi: trapani, frullini, decespugliatori. Hanno portato via un Doblò dopo aver cercato e trovato le chiavi in un ufficio. Hanno seminato il caos ovunque, frugato nelle scrivanie. Hanno sottratto persino la bici da corsa del padre (morto tre anni fa) del titolare. Restano danni, amarezza e tanta rabbia.

Il colpo è successo di nuovo nella periferia est della città, vicino al cimitero e alla via Scansanese, in queste settimane presa d’assalto dai malviventi come la zona nord. A farne le spese la notte tra mercoledì e giovedì tra le 3 e le 4 è stata la Grosseto Edilizia, azienda edile attiva nel campo delle ristrutturazioni di costruzioni civili e industriali, costruzioni ex novo e manutenzioni. Un’azienda modello di 500 metri quadrati, fortemente radicata nel territorio, della quale pose le basi Emmanuele Tana quando arrivò a Grosseto nel 1991. L’azienda ha poi cambiato diverse sedi nel tempo (corso Carducci, via Aurelia, via Ambra) fino a mettere le basi «dal luglio 2020 qua in via Teano 8», come racconta il figlio Vincenzo, che oggi ne è titolare. Una sfida portata avanti «in pieno lockdown», dice lui. Coraggiosa e impegnativa.

Ora l’azienda ha dovuto subire l’incursione dei ladri. Raccontano tutto Vincenzo Tana e Giovanna Cesaro, indicando il varco da cui sono passati i malviventi. «Se ne sono accorti i dipendenti stamani (ieri mattina, ndr) alle 6, 45 – spiegano i titolari – I ladri sono arrivati presumibilmente dal parcheggio di via Legnano» e hanno raggiunto il cortile dopo aver scavalcato le ringhiere; si sono fatti spazio tra le attrezzature. Si sono diretti alla porta del garage d’ingresso nel capannone. Hanno frugato in giro e cercato di trovare (in mezzo ad altri mazzi) la chiave che potesse aprirlo ma non l’hanno trovata e allora hanno rotto il lucchetto con qualche attrezzo e sono entrati.

Hanno fatto razzia. Hanno svuotato le stanze in cui erano custoditi gli strumenti da lavoro. Martelli pneumatici, frullini, trapani, laser per fare i tracciati, decespugliatori, una motosega nuova di zecca. Tutto quel che poteva capitare a tiro è stato preso; attrezzi più vecchi sono stati risparmiati. Il valore stimato di questa refurtiva – al momento – è circa 10mila euro e forse più. La conta è in corso. Ma tocca aggiungere il furto di un mezzo.

I ladri sono entrati infatti in un ufficio e si sono messi a frugare dappertutto, aprendo i cassetti di un mobiletto e aprendo un quadro chiuso a parete dov’erano appese le chiavi. «Qua fuori abbiamo tre mezzi parcheggiati in cortile – dice Tana – Loro hanno preso le chiavi e li hanno aperti, forse per vedere se vi fossero altri attrezzi. Non li hanno trovati».

Alla fine hanno rubato uno dei tre veicoli, un Fiat Doblò comprato nel 2019, ancora piuttosto ben messo e con modesto chilometraggio, del valore presunto (la stima non è ancora conclusa) di 10-12 mila euro. Gli altri due veicoli sono stati lasciati al loro posto, apetti; le chiavi appoggiate fuori su un muretto.

In un’altra stanza «è stata rubata la bici da corsa di mio padre Emmanuele, venuto a mancare tre anni fa: un oggetto di grandissimo valore affettivo. Era un ricordo importante che mi teneva legato a lui».

Infine i ladri sono saliti al piano di sopra, passando per una scala a chiocciola: c’è un’altra grande stanza vuota lassù, dov’è una cucina al muro. Hanno aperto gli sportelli in cerca di altra roba di valore, ma non c’era nulla da rubare.

Le telecamere di un’azienda confinante, in via Teano, hanno ripreso l’uscita del Fiat Doblò dal cortile dell’azienda verso le 3,50. Si presume che i malviventi siano arrivati in azienda a piedi da via Legnano e siano fuggiti sull’altro lato a bordo del Doblò caricato di refurtiva. Sul posto la polizia di stato. Ieri a metà mattinata c’era anche una pattuglia dei carabinieri, in zona. E a raggiungere l’azienda è stato l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti. La Grosseto Edilizia sta potenziando tutti i sistemi di sicurezza. Le aziende sono in allarme. A poche centinaia di metri, in via Legnano, era stata derubata giorni fa la Cambielli Edilfriuli. La zona è tartassata. –

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