Gioco
Per proteggere il territorio nasce “Pro Montauto” (e c’è anche un Nobel)
Abitanti e imprenditori fondano associazione e gruppo Facebook per garantire la tutela di una zona «patrimonio dell’Italia intera»
la mobilitazione
La campagna che si adagia sulle colline di Manciano, con i suoi pregiati vigneti, i boschi profumati, i poderi da cartolina e i campi fioriti, è uno dei luoghi più belli della Toscana, di quelli più caratteristici. Sormontato dalla rocca medievale di Montauto, non a caso questo angolo di Maremma oggi è rifugio di personaggi famosi ed è conosciuto in tutto il mondo grazie ai suoi prodotti di eccellenza.
Tanta bellezza, tanta eccellenza e tanta cura, però, oggi si sentono minacciate. Oltre la vallata, sul poggio opposto, Poggio Contino, 110 ettari di campi potrebbero ricoprirsi di pannelli solari. È questa l’intenzione della multinazionale Iberdrola Renovables Italia, che ha chiesto alla Regione di realizzare qui un impianto fotovoltaico che sarebbe tra i più grandi d’Europa.
La trafila per capire se il progetto è realizzabile o no è in corso. Ma intanto abitanti e imprenditori di Montauto vogliono far sentire la loro voce per difendere il loro territorio, le loro aziende, la bellezza di un luogo patrimonio di tutti.
È dunque nata nei giorni scorsi l’associazione Pro Montauto (registrata al Comune di Manciano l’11 marzo), che conta al momento una ventina di iscritti. Tra i primi firmatari, l’imprenditore Luigi Scognamiglio, di Officinali Montauto, azienda leader nella cosmesi biologica certificata che coltiva proprio qui le piante officinali bio per i propri prodotti, esportati fino in Asia. Ci sono la cantante Nada Malanima e il marito Gerry Manzoli, che abitano qui. E c’è il giornalista Jonathan Dumont, capo del dipartimento televisivo del World Food programme dell’Onu, già in Bbc e Cnn, che a dicembre ha ritirato il Premio Nobel per la Pace per conto del Wfp e che, tra un reportage e l’altro, vive in queste campagne.
All’associazione è collegato un gruppo Facebook con già oltre 270 iscritti. Molte delle foto postate sono di Dumont.
L’obiettivo è rappresentare e difendere le prerogative di chi vive e lavora a valle di Manciano.
E se finora il problema era la carenza di viabilità, trasporti pubblici e infrastrutture digitali, con la presentazione del progetto Iberdrola la difesa dell’ambiente è diventata a «carattere emergenziale».
L’impianto fotovoltaico di Poggio Contino, il «fotomostro» secondo Pro Montauto, avrebbe «un impatto devastante su una risorsa fondamentale come il paesaggio e l’integrità territoriale» di Montauto.
«La Regione – spiega Scognamiglio – stabilisce che un impianto fotovoltaico sia al massimo di 13 ettari, che non è poco. Qui vogliono realizzarne uno da 110 ettari. Il nostro non è un atteggiamento “nimby” (not in my backyard, non nel mio cortile) ma di buonsenso: questa zona è anzi un presidio di bellezza e integrità territoriale, patrimonio dell’Italia intera». E con aziende che si fondano proprio sull’integrità naturale del territorio. Seondo punto è l’aspetto economico «perché – dice Scognamiglio – alla comunità, del rendimento di questa operazione, non va nulla». Quanto all’estetica, l’associazione affida il giudizio a un fotomontaggio di come verrà l’impianto: un’enorme lastra di pannelli.
«Noi non siamo contro le rinnovabili – dice Scognamiglio – anzi: l’energia elettrica sarebbe ottima per l’agricoltura, purché ogni contadino se la produca in proprio. Ma operazioni come quella di Poggio Contino vedono un rapporto predatorio e speculativo con una risorsa comune che in definitiva ricrea il latifondo. E dunque chiediamo: una transizione ecologica di questo tipo servirà a far progredire la nostra società o sarà l’ennesimo saccheggio?». — F.F.
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