Gioco
Geotermia a bassa entalpia: scaldi casa e aiuti l’edilizia Ecogeo merita attenzione
Il portavoce del Forum Ambientalista invita a conoscere la tecnica sviluppata da uno studio di progettazione per impianti a impatto zero
l’appello
roberto barocci*
In premessa, dichiaro che non conosco i professionisti dello studio di progettazione Ecogeco di Grosseto. Non ho rapporti con loro, ma in passato ho letto i resoconti sulle loro realizzazioni.
Scrivo perché mi ha deluso leggere lo scorso 18 febbraio la descrizione delle loro opere in una pagina di pubblicità.
Titolo dell’inserzione: “Dal cuore della terra l’energia verde che rende indipendenti. Da Grosseto un’esperienza concreta di sostenibilità ambientale apprezzata in tutta Italia”.
Ho pensato: meriterebbero interviste in prima serata nei programmi nazionali sul contrasto ai cambiamenti climatici, per come concretamente ridurre le micidiali concentrazioni in atmosfera delle Pm, per far risparmiare i cittadini e creare reddito agli artigiani e occupazione; meriterebbero che i parlamentari li chiamassero quali consulenti, per le leggi sui contributi pubblici alle energie rinnovabili, per produrre lavoro stabile e per la concreta transizione ecologica. Invece, sono costretti a pagare una pagina di pubblicità per far conoscere cos’è possibile fare!
Loro, a differenza dei nostrani “Yesman”, che in nome della difesa alla salute sostengono l’inquinamento, mettono in pratica nell’edilizia quello che da anni si insegna nelle facoltà: con un pozzo profondo un centinaio di metri è possibile portare in superficie il calore geotermico della terra per riscaldare diverse abitazioni o refrigerarle d’estate, senza pagare l’energia e senza inquinare. Un investimento iniziale che si ripaga in pochissimi anni.
Si chiamano impianti geotermici a bassa entalpia, realizzabili senza impatti anche nei centri storici, impianti che, se agevolati dal pubblico, darebbero nel settore dell’edilizia residenziale lavoro stabile a decine di migliaia di tecnici e artigiani, decine di volte superiore all’occupazione oggi collegabile alle centrali geotermiche, che ricevono diverse centinaia di milioni di euro annui in contributi, portando al declino i territori che le ospitano.
Quando nel 2015 ottenemmo di parlare in Parlamento alle commissioni Ambiente, presidente l’onorevole Ermete Realacci, e Attività produttive, presidente l’onorevole Guglielmo Epifani, demmo la parola agli scienziati che illustrarono tali tecniche e i relativi vantaggi sociali ed economici.
Ne scaturì la risoluzione, votata all’unanimità dalle due commissioni, che impegnava il governo a spostare i contributi pubblici sulle pompe di calore in edilizia.
I governi succedutesi hanno invece continuato a incentivare le centrali geotermiche che in Amiata scaricano gas nocivi e che concorrono, come dimostrato dagli studi epidemiologici del Cnr (centro nazionale delle ricerche) di Pisa, a far registrare nella popolazione locale un eccesso di mortalità impressionante.
Gli scienziati hanno scritto che tali impianti, a parità di energia prodotta, emettono più inquinanti delle centrali elettriche a carbone e più gas clima alteranti delle centrali a gasolio.
Così va il paese degli Yesman.
Allora un appello a chi fa informazione: fate illustrare come sia possibile quanto hanno scritto, che per i dieci appartamenti costruiti a Grosseto “le famiglie spendono non più di 50 centesimi al giorno per riscaldarsi o raffreddarsi”.
*Forum Ambientalista Grosseto
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