Italia
Sveglia all’alba con gli elicotteri «L’attenzione di tutti resta alta»
follonica. Quella di ieri è stata una sveglia all’alba per i follonichesi: il blitz che si è svolto alle prime ore del mattino nel quartiere di Senzuno ha visto sorvolare sulla città due elicotteri, uno dei carabinieri e uno della finanza, che sono stati sentiti in molti quartieri.
I due mezzi non sono passati inosservati e in tanti sui social si sono chiesti fin da subito cosa stesse succedendo.
Intanto, di fronte al bar della coppia accusata di gestire un giro di prostituzione, il dispiegamento di forze dell’ordine è stato ingente: gli uomini della finanza e dei carabinieri hanno occupato via della Repubblica per molte ore in attesa della perquisizione che si è svolta a metà mattina con l’aiuto della squadra cinofila.
Una mattinata convulsa per la città, che probabilmente non aveva mai assistito a un’operazione del genere.
«Il blitz delle forze dell’ordine era un intervento atteso da molti cittadini – ha commentato il consigliere comunale di Follonica a Sinistra Enrico Calossi – Più di una volta, infatti, molti follonichesi avevano segnalato, formalmente e informalmente, movimenti sospetti e atteggiamenti fuori dalle righe. La parte sana di Follonica in questi anni ha dimostrato attenzione e controllo sociale sui fenomeni del territorio. Pertanto accolgo con soddisfazione, adesso, l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura inquirente – prosegue il consigliere – alle quali va il mio sostegno in questa operazione, che insieme stanno indagando per capire meglio cosa stesse succedendo a Follonica. Rimane alta l’attenzione dei cittadini e delle forze politiche, che provano a dimostrare, ogni giorno e con atti concreti, di essere maggioranza in città».
Le operazioni di carabinieri e guardia di finanza sono andate avanti a lungo, ieri mattina e in varie zone della città: a Senzuno, dove si trova il bar della coppia, nei due appartamenti dove sarebbero avvenuti gli incontri, in via dell’Artigianato e in via Trento e nell’abitazione di Fabio Scatena, il terzo indagato, finito nel carcere di Massa Marittima.— Giulia Sili
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