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Grosseto

il lutto 

Seguiva il Grifone nonostante la cecità L’addio commosso a Della Giovampaola

Francesca Gori
Seguiva il Grifone nonostante la cecità L’addio commosso a Della Giovampaola

Il super tifoso, morto all’età di 96 anni, aveva comunque voluto l’abbonamento: «Sento la partita e mi emoziono»

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Francesca Gori

GROSSETO. Il suo amore per il Grosseto era un amore vero, infinito. Forte, così forte da superare anche gli acciacchi degli anni e la vista che stava diminuendo anno dopo anno. Tre anni fa, si presentò a sottoscrivere l’abbonamento, con il bastone bianco in mano. Simone Ceri lo vide e gli chiese come facesse a guardare la partita, se ormai aveva perso la vista: «La sento e provo le stesse emozioni», fu la sua risposta. Enzo Della Giovampaola se n’è andato ieri, all’età di 96 anni e la società e i tifosi sono in lutto. Il dolore è quello che si prova quando se ne va via uno di famiglia: Enzo, per tutte le società che si sono susseguite dagli anni ’40 in avanti, è sempre stato un punto di riferimento importante.

«Il buio e il Grifone, la notte e l’amore. Enzo Della Giovampaola guardava il Grosseto senza vederlo, lo illuminava con la luce interna, che solo la passione può accendere – ha scritto ieri, ricordandolo, Giancarlo Mallarini, che del Grosseto calcio è stato segretario – Lo schermo di Enzo era collegato al cuore con una moltitudine di fili inossidabili, era ancorato all’anima biancorossa di cui si nutriva. In silenzio Enzo ha risposto alle mille domande sui perché si ami una squadra di calcio, si soffra o si gioisca per un gol, si sventoli una bandiera o una sciarpa, si consumino le suole delle scarpe per andare in trasferta, ci si senta felici o negativi quando arriva la sconfitta».

Il posto di Enzo era in tribuna, soprattutto negli ultimi anni, ma il suo cuore batteva all’unisono con i suoni della curva, dove sarebbe tornato ogni domenica in cui la squadra scendeva in campo. Della Giovampaola aveva cominciato ad andare allo stadio da ragazzo, con il padre e i suoi fratelli. E quella passione non lo aveva mai abbandonato: in casa, in trasferta. Enzo era ovunque. «Gli bastava sentirlo, il Grifone, aspirare il suo battito d’ali, accarezzargli le penne, toccargli gli occhi, diventati i suoi – scrive ancora Mallarini – Quando l’incontravo l’argomento era il Grifone, anzi l’Uccellaccio nome che gradiva con un sorriso. Enzo ha chiuso gli occhi lasciandoci un messaggio chiaro: non è interessante la categoria, nemmeno vedere, serve amare. Semplicemente amare». Il 6 gennaio del 2019, Matteo Gorelli consegnò a Della Giovampaola la fascia di capitan Ciolli, come supertifoso e ora già si pensa a come rendergli omaggio, se con una targa sul suo seggiolino o se togliendolo del tutto dalla tribuna.

L’ultima carezza del Grifone per Enzo è stato il preziosissimo pari di Lecco, che vale la permanenza in categoria. —

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di Redazione web