Gioco
«Oltre trenta cani tenuti in condizioni igieniche precarie»
Chiuse le indagini dopo il controllo dei carabinieri forestali Il processo comincerà a ottobre davanti a nuovo giudice
Pierluigi Sposato
Ribolla. Sedici labrador, di cui sette cuccioli; sette esemplari di pastore corso, di cui tre cuccioli; un pastore del Caucaso; nove cani meticci. Sarebbero stati detenuti in condizioni igieniche precarie: senza cure veterinarie, senza abbastanza acqua, all’interno di box senza cucce, con una copertura superiore tale da non proteggere dalle intemperie, con pozzanghere e fanghiglia mescolata a deiezioni. E i cani più aggressivi non sarebbero stati tenuti a debita distanza, al punto che l’assalto di un cane aveva provocato la morte di un rottweiler femmina, a causa dei morsi inflitti.
Queste le accuse per Sergio Romboni, 58 anni, domiciliato al Diaccialone di Roccastrada, citato a giudizio dalla Procura di via Monterosa al termine degli accertamenti dei carabinieri forestali. Nel novembre 2019 i militari avevano sequestrato gli animali. La stazione di Roccastrada si era mossa insieme al servizio veterinario della Asl e alla polizia municipale di Roccastrada per un controllo della struttura di Ribolla alla quale erano state imposte delle prescrizioni. E in occasione di questo sopralluogo, avvenuto il giorno 5, i militari avevano riscontrato quelle che a loro giudizio erano situazioni di detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura: i box non sarebbero stati adeguati ed era stato descritto il quadro poi recepito dal capo di imputazione. Inoltre, i carabinieri forestali avevano ritenuto non idonee le soluzioni adottate per il rifornimento di acqua degli animali: i secchi sarebbero stati sistemati ad altezze irraggiungibili dai cani più piccoli. Acqua non corrente. E del resto Romboni risultava moroso: il contatore era stato piombato.
Una volta pubblicata la notizia dell’indagine, Romboni aveva espresso il suo punto di vista e aveva smentito di aver tenuto male i cani. «Mi assumo tutte le responsabilità di quello che dico – aveva spiegato intervistato dal nostro giornale – L’hanno visto anche tutte le persone in paese: non è vero che i cani che tengo al rifugio sono malnutriti e privi di acqua. Io accudisco gli animali sistematicamente. Al momento i cani sono 35-20 adulti e 15 cuccioli. Ogni giorno e 2/3 volte al giorno porto loro da mangiare: crocchette, scatolette e pane. L’acqua – è vero - mi è stata tolta per morosità da Acquedotto, non mi vergogno a dirlo: momenti di difficoltà capitano a tutti. Nonostante questo porto acqua tutti i giorni ai cani attraverso taniche che riempio altrove e porto là. Quotidianamente do da bere ai cani e li pulisco. Entro un mese ripristinerò l’allaccio dell’acqua e potrò anche più regolarmente abbeverare e pulire gli animali».
Ieri era in programma la prima udienza: ma il fascicolo è stato assegnato al nuovo giudice che arriverà dopo l’estate: l’udienza è stata quindi aggiornata a ottobre. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
