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Pulizia spiaggia e retroduna: "Troppi rifiuti", presentato un esposto

Francesca Ferri
Pulizia spiaggia e retroduna: "Troppi rifiuti", presentato un esposto

I volontari in pochi mesi hanno raccolto 80 sacchi e ora chiedono lumi sul servizio da oltre 200mila euro

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MARINA DI GROSSETO. La pulizia della spiaggia di Marina di Grosseto e di Principina a mare, compresa la fascia delle dune e del retroduna, fino all’inizio della pineta, è stata fatta o no secondo quanto comandato dal Comune un anno fa?

La domanda l’hanno rivolta, a metà febbraio, alla Procura della Repubblica di Grosseto due dei volontari che da anni dedicano fiato e gambe alla pulizia della spiaggia e che da mesi continuano a raccogliere ogni genere di rifiuto, dalla plastica alle bombole, dai resti di bivacchi alle cassette di polistirolo usate nella pesca. Un lavoro che ha portato a riempire la bellezza, si fa per dire, di 80 sacconi neri.

È dal 2013 che la spiaggia del comune di Grosseto viene periodicamente pulita dai volontari, tanto che l’iniziativa è divenuta una bella realtà di azione civica che coinvolge più associazioni, dalla Pro loco di Marina a Dritti alla meta, dal Cai a Tartamare e, di recente, il gruppo Facebook Walking in the clean.

I primissimi promotori dell’iniziativa sono stati due cittadini, Romualdo Vigilucci e Paolo Tilli.

Ma il volontariato, per quanto fatto con il cuore e con l’impegno, non può sostituirsi all’amministrazione pubblica. Specialmente se il contesto dove interviene è vasto e riguarda due degli ambiti cruciali del territorio: la natura e il turismo. Con questo condivisibile assunto nel 2017 mille cittadini, attraverso una petizione promossa da Pro loco e Dritti alla meta, avevano chiesto al Comune di Grosseto di attivare con Sei Toscana un servizio di pulizia della spiaggia, dal bagnasciuga alla zona dietro alle dune, che corrisponde alla cosiddetta linea di sdemanializzazione marittima.

L’appello non cadde nel vuoto, tanto che Comune e volontari definirono il progetto “Amici delle dune” che prevedeva la collaborazione attiva tra Comune e Pro loco. Il percorso fu fruttuoso; nel 2019 ci fu un sopralluogo congiunto e si attivò il primo monitoraggio fatto dai volontari.

Il servizio di pulizia della spiaggia non rientra nel pacchetto base del contratto con Sei Toscana ma fa parte dei servizi opzionali attivabili a richiesta. Il Comune lo aveva già chiesto in via sperimentale nel 2019 e l’anno scorso la giunta lo ha riconfermato con la delibera 86 dell’8 aprile 2020, approvando anche il preventivo di Sei da 205.169,50 euro, per la pulizia tra il 15 aprile e il 31 dicembre 2020.

Ebbene, da settembre a oggi gli stessi volontari hanno raccolto decine di sacchi di rifiuti. Talmente tanti che i volontari, Vigilucci e Tilli in testa, ne sono rimasti meravigliati, visto che è previsto che pulisca Sei.

E così, anche in virtù della loro attività di monitoraggio, hanno segnalato la cosa al Comune e chiesto spiegazioni. Il 13 gennaio Vigilucci e Tilli hanno scritto al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e agli assessori Riccardo Megale (demanio) e Simona Petrucci (ambiente). «A seguito dei monitoraggi che i nostri volontari effettuano – scrivono – si riscontra che la rimozione dei rifiuti viene espletata per il solo arenile e non per tutta l’area retrodunale ricadente entro la linea di sdemanializzazione». Insomma, la pulizia non avverrebbe nella parte della duna e del retroduna.

Passa un mese, e dal Comune non arrivano risposte. A questo punto Vigilucci e Tilli decidono di rivolgere le stesse domande alla Procura presentando un esposto il 17 febbraio. Perché il problema è anche di igiene e di «grave degrado ambientale», scrivono.

«Abbiamo foto fatte prima e dopo la scadenza del contratto e lo sporco è sempre lì – spiegano al Tirreno Vigilucci e Tilli –. Da settembre a ora abbiamo raccolto 80 sacchi di rifiuti nel retroduna. A settembre abbiamo cominciato a imballare i pezzi più grossi trovati a Fiumara. Poi a dicembre abbiamo iniziato la pulizia da Fiumara al chilometro 28. Dal 2013 in poi abbiamo fatto circa 50 interventi di ripristino ambientale, gli ultimi dei quali hanno coinvolto circa 20 volontari a volta. Di recente stiamo coinvolgendo sempre più giovani. Ma non si può lasciare tutto sulle spalle dei volontari. Noi da otto anni ci stiamo sostituendo alle istituzioni per il bene e la salvaguardia del nostro territorio. Ma non si può continuare a contare solo sui volontari per la pulizia di un’area pubblica lunga nove chilometri e larga 30 metri. Né si può pensare di dover emanare una delibera all’anno: ci vuole un contratto permanente che garantisca che l’arenile sia pulito tutto, anche nel retroduna, e automaticamente tutti gli anni. Non è possibile che quel tratto sia abbandonato a se stesso, sia “terra di nessuno”».

Tanto più che, ahinoi, i rifiuti sono in continua crescita, in particolare quelli di plastica. «C’è un incredibile incremento di plastiche dal mare – dicono Vigilucci e Tilli – soprattutto cassette di polistirolo e questo materiale il vento lo porta nel retroduna in quantità industriali. C’è anche tanto materiale lasciato dai pescatori, ad esempio residui di reti».

Il Tirreno ha chiesto delucidazioni al Comune e a Sei, anche per capire se, magari, c’era stato qualche impedimento a svolgere del tutto i lavori. Sei Toscana spiega però che il servizio è stato svolto secondo il capitolato di gara. Da capire, dunque, se in quel capitolato è compreso il retroduna. —

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