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Assolto dall’accusa di truffa ma condannato per il furto
sorano. Condannato dall’accusa di furto, assolto da quella di truffa.
Si è chiuso così il processo a carico di Paolo Cangiano, 37 anni di origini napoletane, che nell’ottobre del 2012 aveva tentato di vendere una motosega a un anziano agricoltore di Sorano.
Durante quella trattativa, il 37enne sarebbe anche riuscito a sfilare dal borsello della vittima 150 euro e un assegno in bianco.
L’accusa di truffa è legata alla prima circostanza, quella di furto alla seconda. Ma solo quest’ultima è stata possibile da dimostrare durante il dibattimento.
La parte offesa, infatti, è morta poco prima del processo e quindi non ha mai potuto dare la sua versione dei fatti in aula.
Secondo i carabinieri della stazione di Sorano che hanno condotto le indagini, il raggiro della motosega sarebbe andato così: Cangiano avrebbe offerto due motoseghe a un costo di 300 euro l’una. Una da pagare per intero, l’altra scontata della metà. E per questa seconda avrebbe chiesto all’anziano un assegno da 300 euro promettendogli che gli avrebbe restituito la metà in contanti.
Una procedura rocambolesca in cui alla fine sarebbe caduta, senza però mai ricevere i soldi promessi.
Ma questa parte della vicenda, venuta meno la parte offesa, è stata possibile ricostruire nel corso del dibattimento solo attraverso la denuncia presentata a suo tempo.
Lacuna che ha sottolineato anche il pubblico ministero Alessandro Bonasera nel corso della sua requisitoria, mentre per quel che riguarda il furto gli elementi a disposizione sarebbero stati più chiari.
Secondo le indagini, l’uomo sarebbe riuscito a sfilare oltre i contanti anche un assegno dal portafogli dell’anziano e sarebbe stato proprio questo a permettere ai militari di attestare il furto.
Così, il pm ha chiesto infine una pena complessiva di un anno e otto mesi di reclusione per entrambe le accuse contestate.
Sulla truffa il giudice Adolfo Di Zenzo ha condiviso questa lettura, assolvendo l’imputato perché il fatto non sussiste. Ma per l’accusa di furto lo ha condannato a tre anni e sei mesi, superando anche la richiesta del pm, considerando anche l’aggravante di aver approfittato dell’avanzata età della vittima. —
A.F.
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