Il Tirreno

Grosseto

«Punto a fare il sindaco Non guardo i colori politici»

ANDREA CAPITANI
«Punto a fare il sindaco Non guardo i colori politici»

All’Argentario l’ex assessore di Cerulli lancia l’autocandidatura per le amministrative del 2023 

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L’INTERVISTA

ANDREA CAPITANI

«Sono pronto per fare il sindaco, ma non guardo i colori politici». Fabrizio Arienti apre alla sua candidatura verso le prossime elezioni amministrative.

Mancano più di due anni alla scelta del prossimo sindaco dell’Argentario e il mandato di Franco Borghini è ancora lungo, ma i tempi sono maturi per iniziare la cavalcata che porterà alle urne nel 2023. C’è chi ha già espresso la volontà di ripresentarsi, come Arturo Cerulli e Priscilla Schiano – quest’ultima appoggiata da Fratelli d’Italia e Lega – ma anche il gruppo di Argentario: il Progetto, il cui leader Luigi Scotto ha già fatto sapere di voler presentare una nuova lista. E ovviamente anche il circolo di Monte Argentario del Pd, che presenterà i propri nomi. La bagarre sembra aperta e i colpi di scena dietro l’angolo, ma tra i tanti concorrenti c’è chi vorrebbe tornare dal portone principale dopo i 10 anni in maggioranza con Cerulli.

Arienti lo fa aprendo comunque a tutte le forze sia politiche che civiche, ma con un comune denominatore: chi ne farà parte dovrà avere la volontà di lavorare per il bene del territorio. «A settembre di quest’anno andrò in pensione – puntualizza Arienti – e avrò tutto il tempo da dedicare al bene dell’Argentario. Nel 2023 avrò 64 anni e sento di avere tutte le carte in regola e l’esperienza necessaria per fare il sindaco, dopo nove anni come assessore a Monte Argentario (in tutti i campi, dall’urbanistica al commercio, turismo, spettacoli, lavori pubblici, sport, patrimonio e Polizia Municipale) e 33 anni come impiegato nel Comune di Orbetello come esecutore amministrativo».

Arienti, come nasce la volontà di presentarsi alle elezioni dopo cinque anni di stop?

«Nasce dall’esperienza che ho maturato in tutti questi anni. Adesso sono in grado di presentarmi come sindaco, ho imparato tantissimo e voglio mettere le mie competenze al servizio del territorio. Voglio candidarmi e formare una squadra di persone volenterose oppure, al tempo stesso, se qualcuno ritiene che io possa essere un candidato valido per la propria lista sono aperto a qualsiasi possibilità, senza guardare nessun colore politico. Se invece non ci saranno i presupposti starò a casa, perché al momento questo è l’unico ruolo che prendo in considerazione. Lo faccio per il bene che voglio al mio territorio, senza nulla togliere a chi governa adesso. Io non ho mai criticato l’attuale amministrazione, ritengo debbano sempre essere i cittadini a farlo a fine mandato. Tra l’altro adesso è un periodo particolare con il Covid e con la crisi, è difficile amministrare. La speranza è che alle prossime elezioni sia tutto passato e si possa lavorare nella normalità».

Che caratteristiche dovranno avere i suoi collaboratori?

«Innanzi tutto sono disponibile a candidarmi solo come sindaco, a meno che qualcuno non presenti una squadra che rispecchi totalmente le mie aspettative. Ma, a oggi, la mia esperienza mi permette di essere in grado di fare il primo cittadino. Sarà importante che chi farà parte della squadra abbia voglia di fare. Poi non mi interessa di che colore politico sarà, ma che abbia a cuore gli interessi dell’Argentario».

Quali sono le cose imprescindibili di cui l’Argentario ha bisogno?

«Sicuramente cercare di trovare il lavoro per le attività e per i cittadini. L’Argentario lavora solo con il turismo, quindi ci dobbiamo impegnare al massimo per questo settore. Dovremo cercare di valorizzare e mettere in evidenza anche i sentieri cicloturistici e di trekking, sono due cose importanti per destagionalizzare, sperando che il Covid presto sparisca».

Come vede questa bagarre politica con tanti candidati?

«Sono in tanti, ma non per questo non si devono presentare. In questo frangente il Pd non si muove dalle sue idee, mentre per gli altri è praticamente un gruppo che si scinde, diventa difficile lottare l’uno contro l’altro. Per vincere secondo me ci vuole l’unione. In questo momento la forza più importante è il Pd. A me non interessa il colore politico, sono aperto a tutto. Per vincere ci vuole la squadra giusta, chi pensa che io sia una figura interessante mi può contattare». —

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