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Grosseto

l’omicidio di gavorrano 

Meozzi: casa e terreno ai parenti del ragazzo ucciso

Francesca Gori
Meozzi: casa e terreno ai parenti del ragazzo ucciso

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Francesca Gori

gavorrano. «Se Rahaal non ha un posto dove stare, può andare ad abitare nella casa di Meozzi a Scarlino»: le parole dell’avvocato Roberto Cerboni, alla fine dell’udienza del processo per l’omicidio di Bouazza Jarmouni, sono rivolte al presidente della corte d’assise Adolfo Di Zenzo, alla giudice a latere Laura Previti e agli uomini e alle donne della giuria popolare. Mirko Meozzi, il quarantaseienne di Scarlino, è seduto al suo posto, tra l’avvocato Cerboni e l’avvocata Donatella Panzarola del Foro di Perugia, dietro di lui c’è Sonia Santi, la trentaquattrenne di Suvereto difesa dall’avvocata Loredana Giuggioli, che la sera dell’11 agosto del 2019 era con lui nel bosco ai bacini di San Giovanni, a pochi chilometri da Gavorrano, quando fu fatto fuoco e fu ucciso Bouazza, il venticinquenne spacciatore che era nel bosco insieme al cugino, Rahaal Eljamouni, rimasto gravemente ferito nella sparatoria: un tentativo di rapina, dirà poi la sostituta procuratrice Anna Pensabene che ha coordinato le indagini dei carabinieri.

Meozzi sta seguendo un percorso in una comunità terapeutica, un percorso che lo sta portando a rivedere molte fasi della sua vita. Per questo, ieri, tramite l’avvocato Cerboni ha chiesto l’autorizzazione a vendere la casa e il terreno del quale è proprietario a Scarlino, per dare poi il ricavato della vendita al giovane Rahhal e ai parenti di Bouazza che si sono costituiti parte civile al processo. «Se Rahaal ora non ha un posto dove stare – ha aggiunto l’avvocato Cerboni – può trasferirsi lì e restarci almeno fino a quando il bene non sia stato venduto». L’avvocata di parte civile, Valentina Abu Awwad del Foro di Pisa, inizialmente ha espresso la volontà di valutare l’offerta prima di depositare la richiesta di sequestro conservativo sui beni intestati a Meozzi, salvo poi, pochi minuti dopo, annunciare che quell’atto lo avrebbe comunque depositato ieri pomeriggio.

Ieri mattina sono stati sentiti anche due carabinieri della compagnia di Follonica che sono intervenuti la notte dell’omicidio. «Quando siamo arrivati a Gavorrano, nella zona boschiva che ci era stata indicata – ha raccontato – abbiamo visto il corpo del ragazzo per terra quando con la torcia abbiamo illuminato la porzione di macchia vicina alla strada». Poco lontano, sono stati sequestrati tre bossoli, che però erano sulla strada del Poderino, che porta alla provinciale. «Era buio e abbiamo visto soltanto quelli che erano sulla strada – ha spiegato il militare – Poi, il giorno dopo, siamo andati a casa di Meozzi per la perquisizione». L’uomo all’epoca viveva a Follonica, con i suoi genitori. Sotto al materasso del suo letto i carabinieri hanno trovato otto dosi di eroina e quattro di hashish nascosto in un astuccio insieme a dei soldi. Droga e contanti che furono sequestrati dai carabinieri –

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