Gioco
Cosap provinciale, pago o contesto? Il caso politico accende il dilemma
L’opposizione attacca e il segretario pd invita a chiedere il ricalcolo delle somme pretese sui passi carrabili
GROSSETO. Al termine di una settimana tormentata gli uffici della Provincia hanno deciso di diffondere una nota, secca e concisa, per comunicare ai contribuenti che i funzionari sono a disposizione per chiarimenti e delucidazioni. Su cosa? Sul pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, meglio conosciuto con l’acronimo di Cosap, preteso dalla Provincia stessa.
La disponibilità si è resa necessaria dopo diversi giorni scanditi da polemiche e da anche da una sortita a dir poco inusuale: quella del sindaco di Monterotondo Marittimo che ha pure pubblicato i moduli utili per contestare le cartelle. Il sindaco Giacomo Termine, che è pure il segretario provinciale del Pd, si è scagliato da subito contro la decisione della Provincia di riscuotere la Cosap per i passi carrabili – in gran parte agricoli – che si affacciano sulle strade di sua competenza. Insomma, un caso politico culminato con l’invito di Termine a non pagare, ma anzi a contestare, le cartelle e l’inevitabile corredo di critiche dalla maggioranza che sostiene il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
Il caso in verità fu sollevato già una decina di giorni fa da tutto il centrosinistra dopo la consegna di centinaia di cartelle per il pagamento dei passi carrabili agricoli e di quelli all’interno di centri abitati inferiori ai 10mila abitanti, attraversati appunto da strade provinciali. In una nota congiunta, i consiglieri d’opposizione Francesco Limatola (sindaco di Roccastrada), Marcello Giuntini (sindaco di Massa Marittima), Luca Aldi (consigliere comunale Orbetello) Lorenzo Mascagni e Rinaldo Carlicchi (consiglieri comunali di Grosseto) definivano «inopportuna» questa decisione, visto il peso della pandemia sul settore agricolo. E contestavano anche il cambiamento di rotta dell’ente: «I presidenti della Provincia – si legge nella loro nota – da decenni non avevano applicato la Cosap aiutando coloro che contribuiscono a mantenere viva la nostra economia agricola».
Due giorni dopo è Termine a rincarare la dose: «I proprietari di terreni – dice – si sono visti imputare oneri per centinaia di euro, in alcuni casi migliaia, frequentemente frutto di calcoli sbagliati». L’invito quindi è a fare ricorso e a «chiedere la revisione immediata dei criteri adottati nel calcolo e nell’individuazione delle superfici occupate».
A quel punto intervengono consiglieri di maggioranza: «È vero siamo stati per moltissimo tempo l’unica Provincia in tutta la Toscana, e una delle pochissime in Italia, ad aver sospeso per 20 anni l’applicazione del canone», dicono, spiegando che adesso «è stato necessario ripristinare la tassa a partire dal 2018 a causa di una normativa governativa che ci ha posto come requisito fondamentale per poter accedere ai finanziamenti erogati dallo Stato».
Lo conferma anche la Federazione del Pci a tutti i livelli, che ricorda come sia stato il governo Gentiloni, nel 2017, a rendere obbligatoria questa tassa, ma che in Maremma era già stata introdotta nel 2013 dalla Provincia guidata da Leonardo Marras, anche se poi l’amministrazione successiva di Emilio Bonifazi non la applicò. Almeno fino al 2017. «La questione riemerge e si vuole strumentalizzarla a fini politici in vista delle prossime elezioni amministrative, gridando allo scandalo solo per attirare consensi», dicono i comunisti, proponendo un’unione d’intenti per l’abolizione della Cosap.
Beghe politiche a parte, ci sono quelle centinaia di cartelle inviate nei vari angoli della Maremma. La maggioranza spiega che il calcolo della tassa «è determinato dall’importo standard al metro moltiplicato per le dimensioni dell’accesso e per i coefficienti di abbattimento». Ma Termine insiste che no, i calcoli sono sbagliati.
Insomma, pagare o non pagare? Per sentire il parere di chi la tassa la richiede, ecco la nota degli uffici di Palazzo Aldobrandeschi: il lunedì dalle 9,30 alle 12,30, il martedì e il giovedì dalle 9, 30 alle 12, 30 e il pomeriggio dalle 15 alle 17, è possibile contattare i numeri 0564 484762, 0564 484276, 0564 484274, 0564 484776, 0564 484321, 0564 484209, 320 4398172. Oppure si può scrivere all’indirizzo mail cosap@provincia. grosseto.it —
Alfredo Faetti
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