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Venator su gessi rossi: «Miglioreremo il progetto»

Lina Senserini
Venator su gessi rossi: «Miglioreremo il progetto»

L’azienda del Casone prende atto del parere negativo espresso in conferenza dei servizi. E cerca un confronto

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Lina Senserini

Campagnatico. «Venator prende atto con amarezza del parere espresso ieri in conferenza dei servizi sul progetto di ripristino dell’ex cava di Pietratonda con gessi rossi provenienti dal sito di Scarlino. Venator è convinta della validità del progetto di ripristino allo stato originario dalla cava di Pietratonda, volto a favorire un habitat sostenibile ricco di flora e fauna. Giovanni Fusco, managing director di Venator a Scarlino, ha commentato: “Intendiamo migliorare ulteriormente la nostra proposta e lavorare con tutte le parti coinvolte per ottenere un risultato che porti a un positivo ripristino della cava”».

Con questo scarno comunicato l’azienda Venator, titolare degli stabilimenti per la produzione di biossido di titanio al polo industriale del Casone, ha commentato l’esito della conferenza dei servizi di giovedì sul progetto di ripristino delle ex cave di Pietratonda con l’uso dei gessi rossi, presentato dalla proprietà, la società Accornero. Dopo un anno di discussione gli uffici regionali competenti hanno formalmente avviato la procedura di “avviso di diniego”, ovvero la comunicazione alla proponente (Accornero) che non ci sono le condizioni per l’approvazione del progetto, accompagnato dalle motivazioni per il no. Dal momento in cui riceverà l’avviso Accornero ha 10 giorni per presentare le osservazioni alle motivazioni, in questo caso legate al parere negativo della Soprintendenza archeologica e paesaggistica e a quello del Comune di Campagnatico, depositati nelle sedute precedenti. La prossima conferenza dei servizi, che sarà convocata una volta acquisite le osservazioni di Accornero, sarà quella decisoria sul progetto. Un mezzo no in sintesi, spiazzante per Venator, che puntava su Pietratonda per lo stoccaggio dei gessi rossi ora che la cava di Montioni, dove attualmente sono conferiti, sta andando verso l’esaurimento. E una mezza vittoria per i campagnatichesi riuniti nel comitato per il no e per le associazioni ambientaliste (il Forum ambientalista di Grosseto e il comitato Val di Farma) che si sono battuti in questo anno insieme ai propri amministratori, al mondo produttivo e associazionistico perché venisse trovata una soluzione diversa per lo stoccaggio dello scarto di lavorazione del biossido di titanio. A questo proposito, precisiamo che alla conferenza dei servizi di giovedì, per il Val di Farma era presente anche la presidente Loretta Pizzetti, e non solo Elisabetta Menchetti e Teresa Calabretta, come riportato nel resoconto su queste pagine. —

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