Il Tirreno

Grosseto

IL CASO GESSI ROSSI

Conferenza dei servizi: un “mezzo no” al progetto nelle ex cave di Pietratonda

Lina Senserini
Conferenza dei servizi: un “mezzo no” al progetto nelle ex cave di Pietratonda

Avviata la procedura per il cosiddetto “avviso di diniego”. Soddisfatti i sindaci di Campagnatico e Civitella Paganico.

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GROSSETO.  Arriva un “mezzo no” ai gessi rossi nelle ex cave di Pietratonda. Gli uffici regionali, riuniti il 4 marzo nell’ennesima conferenza dei servizi, hanno avviato la procedura per il cosiddetto “avviso di diniego” al progetto di ripristino – con gli scarti della lavorazione del biossido di titanio prodotto negli stabilimenti Venator a Scarlino – presentato dalla società Accornero, proprietaria dell’area mineraria.


Questo significa che l’azienda ha dieci giorni di tempo dall’arrivo dell’avviso per presentare le osservazioni alle motivazioni del diniego stesso, in questo caso legate al parere negativo della Soprintendenza archeologica e paesaggistica e a quello del Comune di Campagnatico presentati nelle sedute precedenti.
A questo punto, nella prossima conferenza che sarà convocata appena la società depositerà le proprie osservazioni, si aprono due strade: la bocciatura del progetto o un’ulteriore valutazione della risposta di Accornero alle motivazioni del diniego. Certo è che, in questa fase, non potrà essere presentato un nuovo progetto che, viceversa, dovrebbe ripartire da capo con un nuovo iter autorizzativo.


Sono bastate due ore per ascoltare i partecipanti (il settore Autorizzazione rifiuti e il settore Miniere della Regione Toscana, i sindaci di Campagnatico e Civitella Paganico, Luca Grisanti e Alessandra Biondi, il Forum ambientalista e il comitato Val di Farma, per la prima volta anche il presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, la cui presenza era stata sollecitata da Grisanti, i tecnici di Venator e Accornero) e arrivare alla decisione.


Non c’era, infatti, altra documentazione aggiuntiva da valutare se non un contributo di natura legale e tecnica da parte di Venator, che la conferenza non ha potuto valutare perché arrivato il giorno prima della seduta.


Soddisfatta la sindaca Biondi, per l’esito della conferenza. «I progetti vanno avanti se ci sono i requisiti previsti dalla legge – ha detto – e non deve essere la politica a cercare le risposte che devono dare i tecnici. Trovo inaccettabile la strumentalizzazione della difesa dell’occupazione per fare pressione e indirizzare le scelte, come se a noi sindaci, che combattiamo ogni giorno con i problemi della gente non stessero a cuore il lavoro e i lavoratori».


Da Grisanti, infine, l’invito più volte lanciato in questi giorni di sedersi tutti a un tavolo e trovare una soluzione condivisa. «Si va su Marte – ironizza – e non si trova una soluzione per i gessi rossi? Se, come si va ripetendo, ci sono luoghi idonei in cui stoccarli, troviamoli e facciamola finita. Io sono disponibile con i miei tecnici a discutere diverse possibilità, ma mettiamo un punto a questo teatrino in cui si è sentito dire tutto e il contrario di tutto». —

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