Il Tirreno

Grosseto

diritti negati 

Asfalto sconnesso, attivista per i disabili cade dalla sedia a rotelle e si ferisce

Sara Landi
Lorella Ronconi con il volto ferito dopo la caduta e, a destra, a terra sull'asfalto
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Lorella Ronconi con il volto ferito dopo la caduta e, a destra, a terra sull'asfalto

Naso rotto e prognosi di 20 giorni per Lorella Ronconi, vittima di una fessura nel marciapiede

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GROSSETO. Da anni è in prima fila per denunciare lo stato indecente di molti marciapiedi cittadini che impediscono a chi è in sedia a rotelle di muoversi in sicurezza, come chiunque altro cittadino. Da anni mette in guardia: si deve aspettare che qualcuno si faccia male per intervenire?

Ebbene, purtroppo stavolta la preoccupazione ha preso i contorni di un incidente dalle conseguenze pesanti.

Una passeggiata poco lontano da casa per andare a incontrare un’amica si è trasformata in un incubo per la grossetana Lorella Ronconi, 58 anni, paladina dei diritti dei disabili, Cavaliere della Repubblica dal 2006 e ideatrice della campagna nazionale #Solounminuto per la sensibilizzazione sui temi dell’accessibilità e della mobilità urbana a misura di tutti i cittadini, compresi quelli più fragili.

«Domenica pomeriggio verso le 16,15 stavo andando all’appuntamento con la mia amica – racconta Lorella – Ero sul marciapiede di via Brigate Partigiane poco prima dell’Iti quando la ruota della carrozzella si è piantata in una buca sottile che corre sul marciapiede. Io sono caduta di faccia in avanti ed è stato dolorosissimo».

È subito intervenuta un’ambulanza del 118 che l’ha portata al pronto soccorso del Misericordia dove è stata sottoposta a vari accertamenti e trattenuta in osservazione per una notte. Ieri le dimissioni e il ritorno a casa.

«Sono stati fatti diversi esami – racconta Lorella ancora dolorante per le conseguenze della caduta rovinosa a terra – per escludere fratture e traumi: nella caduta ho riportato la frattura del setto nasale con una prognosi di 20 giorni. Inoltre ho un ginocchio gonfio per la contusione mentre le escoriazioni al viso me le sono procurate perché avevo gli occhiali».

Ma ciò che fa più male è la consapevolezza di aver vissuto sulla propria pelle quello che denuncia da anni.

«Mi sono spesa sempre in prima persona – dice Lorella – per denunciare la pericolosità delle strade e dei marciapiedi per la presenza delle buche. Dico sempre: ma si deve aspettare che qualcuno si faccia male per intervenire? Ebbene, stavolta è successo proprio a me. La manutenzione è fondamentale: in quel punto poteva farsi male chiunque, uno studente, un ciclista, una persona anziana all’uscita dalla chiesa che è lì vicino. Il risultato della mia caduta è che è intervenuta la Municipale, è stato fatto un sopralluogo e la buca è stata tappata con una gettata di catrame».

Ma non finisce qui. «Sto valutando se procedere con la denuncia – prosegue Lorella – Sono intenzionata a farlo perché questi fatti non devono passare sotto silenzio e devono spingere a lavorare di più sulla manutenzione e sulla tutela della sicurezza delle persone. Al tempo stesso voglio ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per me subito dopo la caduta e anche in ospedale dove malgrado ci fossero situazioni ben più complesse da gestire hanno avuto grande attenzione per me. Grazie anche a chi ha pregato per me e alla mia mamma che mi ha protetto da lassù».

L’incidente è accaduto in una giornata molto particolare sul piano emotivo per Lorella, quella dedicata alle malattie rare che cade il 29 febbraio, il giorno più raro perché capita ogni quattro anni, e viene celebrata il 28 febbraio negli anni non bisestili.

Lorella Ronconi è infatti nata con una malattia genetica ossea rara, la pseudoacondroplasia, e nel suo caso è stata anche accertata la presenza di una ulteriore mutazione genetica ex novo che la rende ancora più rara.

«Sono uscita per godermi il sole e l’incontro con la mia amica – dice Lorella – Mi ero perfino messa l’eyeliner perché mi sentivo bene, era il giorno dedicato alla sensibilizzazione sulle persone rare come me».

Il suo slancio vitale, come sempre forte malgrado le difficoltà della sua condizione e i dolori che costantemente la affliggono, si è scontrato con quella maledetta buca che non ci doveva essere e che si è rivelata una trappola.

Una trappola al pari delle barriere architettoniche contro cui Lorella Ronconi conduce da anni una campagna educata ma ferma, tanto che più volte Il Tirreno ha deciso di accompagnarla nei suoi giri in città, vere e proprie odissee costellate da marciapiedi rotti, negozi privi di rampa di accesso per disabili, auto parcheggiate selvaggiamente davanti agli scivoli o sulle strisce pedonali.

Nel 2017 un appuntamento di Caffè Tirreno, l’iniziativa del giornale voluta per l’ascolto dei problemi della città, fu dedicato totalmente al mondo della disabilità. Tra i contributi quello di Lorella che denunciò ancora una volta l’impraticabilità di molti marciapiedi per la presenza di buche che sono trappole non solo per i disabili motori ma anche per i non vedenti. —

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di Redazione web