Il Tirreno

Grosseto

«Quella rotatoria non va modificata»

Pierluigi Sposato
«Quella rotatoria non va modificata»

Piazza Consorti, la giunta riapprova (con integrazioni) la delibera che era stata annullata dal Presidente della Repubblica

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Pierluigi Sposato

Grosseto. La rotatoria di piazza Consorti va bene così come è stata realizzata. Lo ha certificato l’Università di Pisa, cui il Comune di Grosseto aveva affidato l’incarico di comparazione con soluzioni diverse: quell’opera è stata la «soluzione ottimale» sotto tutti i punti di vista. E così l’amministrazione comunale ha riapprovato la delibera del 27 marzo 2014 (giunta Bonifazi) che nel 2016 il Presidente della repubblica aveva annullato accogliendo il ricorso di una grossetana, Rosa Costabile, che aveva lamentato le dimensioni eccessive, l’occupazione di verde pubblico, la mancanza di confronti con soluzioni diverse. Il Consiglio di Stato aveva sottolineato tra l’altro la mancanza del rispetto del criterio di proporzionalità, o meglio, la mancanza di approfondimento istruttorio e motivazionale.

E il Comune (stavolta giunta Vivarelli Colonna) è ripartito proprio da qui. Non ha presentato ricorso contro il decreto del Presidente della repubblica ma ha effettuato «una nuova ponderazione degli interessi pubblici e privati coinvolti che comprenda l’analisi dei livelli di traffico nonché una valutazione in merito alla opportunità di realizzare una rotatoria compatta in luogo di una minirotatoria»; in pratica, una «integrazione istruttoria». E ha affidato il compito al Dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa per una collaborazione scientifica nella valutazione comparativa. Il direttore del dipartimento Leonardo Tognotti e il responsabile scientifico Antonio Pratelli hanno concluso come la scelta progettuale a suo tempo effettuata «sia la soluzione ottimale per i vari aspetti di geometria, di funzionalità, di ambiente e di paesaggio».

La soluzione a rotatoria compatta, al contrario di una minirotatoria, viene definita ottimale dal punto di vista geometrico e funzionale per le traiettorie, anche quelle dei mezzi pesanti, compresi autobus e bus turistici; risulta adeguata al transito di veicoli di emergenza e di soccorso; offre «il miglior arredo urbano e una valorizzazione paesaggistica dello spazio stradale grazie all’ampia aiola centrale a verde»; offre «un buon livello di capacità al deflusso del traffico», stimato in 1060 veicoli all’ora nell’ora di punta per la sola entrata da via Preselle, e conseguentemente riduce i tempi di percorrenza «determinando una minore quantità nell’ambiente di emissioni gassose e di polveri sottili da traffico». Qualità che la minirotatoria reclamata dalla ricorrente non avrebbe potuto garantire, sottolinea la giunta comunale. La struttura attuale invece abbassa la velocità sull’asse principale, riducendo il rischio di incidenti; dà sicurezza e possibilità di manovra ai veicoli pesanti diretti al centro commerciale; si presenta come omogenea rispetto alle altre rotatorie realizzate verso via Uranio; presenta caratteristiche di prestazioni di smaltimento di flussi anche per il futuro.

Pertanto, è ancora il parere della giunta, «la soluzione della rotatoria compatta, risulta, all'esito di una ponderazione degli interessi coinvolti, quella maggiormente rispettosa del principio di proporzionalità, in quanto consente di risolvere le criticità dell'asse stradale, offrendo al tempo stesso la migliore valorizzazione del paesaggio e dell'ambiente circostante, con il minor sacrificio possibile degli interessi privati potenzialmente lesi». E dunque viene confermata «la bontà delle soluzioni adottate dall’ente con il progetto esecutivo approvato con deliberazione della giunta comunale n. 103 del 27 marzo 2014», aggiungendo che non ci sono conseguenze sulla situazione economico-finanziaria o patrimoniale dell’ente poiché «i lavori di che trattasi sono già stati finanziati, eseguiti e collaudati» (l’intervento di traffic calming costò 450mila euro).

Interpellata dal cronista, la dottoressa Rosa Costabile si limita a far notare che a suo giudizio la questione è ancora aperta e che questa delibera non mette la parola fine alla vicenda. —

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