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la protesta 

Ristoratori a Roma, staffetta dalla Maremma Lunedì esercenti in piazza

Francesca Gori
Ristoratori a Roma, staffetta dalla Maremma Lunedì esercenti in piazza

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Francesca Gori

GROSSETO. Lunedì sono arrivati in massa a Roma per portare la loro protesta davanti a Montecitorio. E da allora, gruppi di ristoratori partiti dalla Maremma, si sono dati il cambio ogni giorno per mantenere vivo il presidio, insieme ai colleghi arrivati da tutta Italia. Con due richieste: rimborsi sufficienti per superare il periodo di chiusura e la possibilità di aprire, in zona gialla, anche la sera. Lunedì, quando le associazioni di categoria, Confesercenti e Ascom Confcommercio, saranno in piazza Dante con gli imprenditori, i gestori dei ristoranti torneranno a Roma. «C’è il giuramento dei viceministri e dei sottosegretari – spiega Leonardo Peccianti, titolare della Locanda de’Medici – e noi abbiamo scelto di venire a Roma, tutti insieme, per continuare a chiedere giusti rimborsi e la possibilità di aprire la sera, in sicurezza, in zona gialla». L’adesione all’appello lanciato dai ristoratori che stanno facendo la staffetta nella Capitale, sarà certamente alta. Ieri, a Roma, c’erano i titolari del Braciere di Marrucheti, della trattoria di Cupi, degli Attortellati, del Pizza Movie Magliano, Artidoro, Affetti, la Locanda de’ Medici e Bagno Moderno.

Una prima prova l’hanno data i gestori e titolari di locali e ristoranti già lunedì, quando in quasi un centinaio sono arrivati a Roma per manifestare. Lunedì probabilmente si ripeterà lo stesso copione. «Ci piacerebbe vedere in piazza anche la nostra filiera – dice ancora Peccianti – gli agenti di commercio che lavorano con noi. Con i locali e ristoranti chiusi, anche loro sono fermi».

Il problema dei titolari di bar e ristoranti, è lo stesso di tutto il comparto del settore “cibo e bevande”. E proprio pensando ai ristoratori che Cna ha inviato un documento al Comitato tecnico scientifico (Cts) per integrare i protocolli e le linee guida in essere con istruzioni e misure per rendere omogeneo il sistema di regole per le regioni in fascia gialla. «Il documento elaborato a livello nazionale dalla nostra associazione – spiega Roberto Matozzi, responsabile sindacale di categoria per Cna Grosseto – parte dalla necessità di non mettere a rischio la strategia di contrasto al virus senza, allo stesso tempo, ampliare la crisi di un comparto fortemente penalizzato, che si riflette su tutto il settore agroalimentare». Partendo dall’esperienza maturata in questi mesi dai ristoratori, Cna propone un rigoroso assetto di regole che permetterebbe di prolungare l’orario delle attività fino alle 23, vincolando la fruizione del servizio al consumo al tavolo e agli ingressi nel locale non oltre le 21.

Il documento della Cna indica inoltre la prenotazione quale ulteriore condizione vincolante per accedere ai locali, necessaria anche per evitare gli assembramenti fuori dai locali. All’atto della prenotazione dovranno essere fornite alcune informazioni: nome, cognome e telefono di chi effettua la prenotazione, numero delle persone e dichiarazione sullo stato di convivenza dei commensali. Le informazioni fornite dovranno essere conservate per i 14 giorni successivi al solo fine di eventuale trasmissione alle autorità competenti in caso di necessità. Con l’avvio della campagna vaccinale e la necessaria accelerazione del programma sarebbe fondamentale consentire il prolungamento di orario nelle zone gialle alle attività di ristorazione che hanno dimostrato di assicurare e documentare la rigida osservanza delle misure stabilite dalla normativa come distanziamento, limitazione degli accessi e registrazione di ogni singolo cliente. —

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