Il Tirreno

Grosseto

isola del giglio 

La minoranza scrive al prefetto «Richiami il sindaco all’ordine»

Andrea Capitani

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Andrea Capitani

ORBETELLO. «Abbiamo scritto una lettera al prefetto per richiamare il sindaco all’ordine». I consiglieri del gruppo di opposizione “Progetto Giglio” non ci stanno.

La risposta presentata dal primo cittadino Sergio Ortelli alla loro interrogazione – in cui chiedono conto del finanziamento perso sull’impianto elettrico dell’edificio adibito a caserma dei carabinieri di proprietà del Comune e degli altri fondi che l’amministrazione isolana avrebbe perso negli ultimi anni – non ha soddisfatto la minoranza. «Le argomentazioni che il sindaco porta in risposta – dice il consigliere Guido Cossu – sono per la maggior parte scuse e menzogne, quindi abbiamo scritto al prefetto non tanto per i contenuti, sulla cui infondatezza abbiamo già sollevato le nostre legittime osservazioni, quanto per i toni che esulano da un corretto confronto e assumono solo una grave valenza di voluta ignoranza amministrativa sul ruolo della minoranza. Queste affermazioni sono fatte dalla figura istituzionale che prima di ogni altra dovrebbe dimostrare conoscenza e rispetto delle più elementari nozioni di diritto amministrativo. Saremmo grati al prefetto se volesse formalmente richiamare il sindaco, ricordandogli che la funzione e la concezione di amministratori di opposizione è indirizzata non solo alla verifica della legittimità degli atti, ma anche al ruolo di controllo, oltre che politico e di stimolo all’operato della compagine di governo». Nei giorni scorsi era arrivata anche la strigliata dell’ex sindaco Attilio Brothel, che aveva pungolato Ortelli chiedendo di abbassare i toni.

Il primo cittadino aveva risposto all’interrogazione sui finanziamenti esprimendo un’osservazione personale «perché, dal ripetersi di queste critiche, traspare un velata forma di soddisfazione negativa spesso usata per screditare l’amministrazione pubblica. Crediamo – ha detto Ortelli – che l’atteggiamento della minoranza non sia una denuncia di sfiducia, ma una sorta di “aticofilia” dove si promuove un certo godimento della sventura altrui, quando invece tutti gli amministratori, di ogni parte politica, devono sperare che le opere, e i finanziamenti che stanno alla base, vadano fino in fondo, nell’interesse supremo dei cittadini. Siccome questa è un’amministrazione che ama fare le cose, sarebbe costruttivo qualche volta confrontarsi sui temi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno, anche quelli a cui abbiamo dato risoluzione da tempo. È un invito che faccio da anni, ma senza avere riscontro. Ma non è mai troppo tardi», ha concluso Ortelli. —

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